Malpensa-Italia parte beneMa il Nord si vede poco

VARESE Ascolti record per il debutto di “Malpensa, Italia”, oltre l’8,7 per cento di share, neanche un punto di meno rispetto allo storico rotocalco di Gianni Riotta. Ma i leghisti sono rimasti dietro allo schermo. Nel salotto del conduttore varesino Gianluigi Paragone, vicedirettore di Libero, è stato ospitato il faccia a faccia tra Pdl e Pd, con il ministro Giulio Tremonti e il presidente

Massimo D’Alema, mentre il premier Silvio Berlusconi ha fatto il suo ingresso attraverso interviste preregistrate al microfono del conduttore. Ma nessun ospite verde padano. Né esponenti del territorio attorno alla Malpensa. Se i sindaci della provincia si sono sentiti messi da parte, diverso il giudizio dello stato maggiore lumbard. Che batte le mani alla trasmissione di Paragone e fischia invece il presidente Berlusconi.

«Conosciamo tutti la crescita e la storia del giornalista Paragone – spiega Stefano Candiani, segretario provinciale lumbard – e il risultato che ha portato sulla schermo è molto ben riuscito. Finalmente una rete nazionale parla e mette in primo piano la questione settentrionale». Insomma, nessuna lacrima se alla puntata inaugurale non c’erano poltrone occupate dai lumbard.

«È stata una puntata di assaggio – continua – quando saranno presenti esponenti leghisti la sensibilità verso le tematiche nordiste aumenterà. Purtroppo, con due ospiti come D’Alema e Tremonti la questione settentrionale finisce per forza di cose per essere annacquata. Diciamo che sono entrambi espressioni del potere romanocentrico. E ce ne siamo accorti dal fatto che la discussione si è subito concentrata su Alitalia, mentre la vera sfida per la Padania è legata al destino di Malpensa».Secondo il leader dei lumbard varesini la trasmissione è comunque riuscita e nelle prossime puntate ci sarà una maggiore presa di coscienza dei problemi del Nord.Se la scelta degli ospiti non ha entusiasmato il segretario del Carroccio, lo stesso non

si può dire del senatore padano Fabio Rizzi. «L’importante sono i contenuti, non la forma – avverte – sicuramente nelle prossime puntate siederanno tra gli ospiti anche esponenti della Lega, ma non è questo il problema. Paragone ha centrato l’obiettivo, portando l’attenzione sulle tematiche del Nord, con una trasmissione che viene fatta dallo scalo aeroportuale». Come il suo compagno di partito, Rizzi rimane poco convinto delle affermazioni del premier. «Gli slot vanno liberalizzati, non ce ne frega niente della compagnia di bandiere – dice – riservare solo una parte degli slot alla liberalizzazione non è la soluzione giusta. Poi, che vogliano fare il Consiglio dei Ministri qui da noi, va bene. Purché vengano prese decisioni concrete».

Berlusconi, intervenendo alla trasmissione, ha annunciato che si terrà, il prima possibile, un consiglio dei ministri alla Malpensa. Una seduta fuori porta per il Nord. Che però, i leghisti avvertono come un contentino formale con poca sostanza. «È un bel segnale che lo facciamo a Malpensa – taglia corto il sindaco di Varese, Attilio Fontana – ma il premier potrebbe starsene tranquillamente a Roma. Quello che ci aspettiamo infatti è che quanto prima dal Governo arrivino i decreti attuativi per il federalismo».
Marco Tavazzi

s.bartolini

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