Roma, 31 mag. (Apcom) – “A pensare male si fa peccato, ma forse c’è da leggere nella manovra una particolare volontà di punire i magistrati italiani”. Lo dice Giuseppe Cascini, segretario dell’Anm, al termine dell’incontro a palazzo Chigi in cui il sottosegretario Gianni Letta ha riconfermato ai vertici del sindacato dei magistrati i tagli al settore e in particolare alle retribuzioni.
La risposta sarà “sicuramente” uno sciopero, che sarà deciso dal direttivo convocato “d’urgenza” per domani o al massimo per sabato, ma anche una sorta di “sciopero bianco”: “Abbiamo preso atto – spiega il presidente Luca Palamara al termine dell’incontro – della conferma dei tagli che erano stati annunciati. Fino a questo momento per senso di responsabilità avevamo congelato ogni iniziativa ma ora convocheremo il comitato direttivo e siamo pronti allo sciopero e anche ad altre forme di protesta alternative allo sciopero”. I magistrati “vogliono fare la loro parte in un momento così difficile per il Paese ma è grave che si preveda che chi guadagna di più paghi di meno. E’ inaccettabile essere considerati un costo e non una risorsa. Ora basta, faremo sciopero ed altre forme di lotta”. Aggiunge Cascini: “I magistrati svolgono funzioni non dovute per supplire alle carenze: rappresenteremo plasticamente cosa succederebbe se i magistrati smettessero di sacrificarsi per far funzionare la macchina”. In programma anche “manifestazioni di protesta per spiegare lo stato di crisi e sofferenza della giustizia italiana, lo sfascio degli uffici giudiziari, le inadempienze e le inerzie del Governo e del ministero”.
Cascini fa presente che nell’incontro con Letta “i tagli sono stati confermati nella versione peggiore: non solo il blocco degli scatti, ma anche dei passaggi di qualifica, che sono una particolarità del trattamento retributivo dei magistrati che riguarda soprattutto i più giovani”. Dunque “il paradosso di questa manovra è che colpisce di più i magistrati
che guadagnano di meno. La categoria è disposta a sacrifici necessari per far fronte alla grave situazione economica, ma chiediamo che siano equi rispetto alle altre categorie e all’interno della nostra categoria. Invece chi guadagna di meno, i più giovani, è chiamato a pagare 3-4 volte di più di chi guadagna di più. E’ un’ingiustizia evidente”.
Quanto ai margini di manovra per modificare il decreto, Cascini osserva: “Il testo è stato firmato, per ora sembra non ci siano spazi di mediazione. E’ chiaro che utilizzeremo i 60 giorni della conversione in legge del decreto per convincere il Parlamento della necessità di modifiche”.
Rea
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