Roma, 7 lug. (TMNews) – Silvio Berlusconi dà la sua versione sul giallo del comma 23, ossia la norma salva-Fininvest, prima inserita in manovra e poi ritirata, e di cui nessuno si è voluto assumere la paternità. Per spiegare che quella norma era stata discussa in Consiglio dei ministri e dunque era nota a tutti, compresi Tremonti e la Lega, e che comunque resta “sacrosanta”. Al punto che potrebbe essere ripresentata “durante il percorso in Parlamento” perchè a quel punto la sentenza sul maxi risarcimento per il Lodo Mondadori sarà già stata emessa e nessuno potrà più dire che si è trattato dell’ennesima legge “ad personam”.
Il presidente del Consiglio ha parlato durante la presentazione del libro di Domenico Scilipoti il “re dei peones” ed è sembrato volersi togliere qualche sassolino dalla scarpa. Il primo: la norma “non l’ho scritta io” ha premesso. Secondo sassolino: “E’ stata discussa durante il Cdm” e “Tremonti – ha spiegato – non ha ritenuto di portarla al voto, essendo sicuro che tutti i componenti della coalizione fossero d’accordo”. Terzo: “Calderoli – ha riferito il premier – mi ha detto ‘perchè non me l’hai detto l’avrei scritta meglio e l’avrei sostenuta’”.
Berlusconi ci ha anche tenuto a ribadire che “io e la Fininvest non abbiamo bisogno di nessuna norma per salvarci” e comunque “questa norma è sacrosanta, equilibrata, ed è molto semplice spiegarla: mi sembra logico che ci sia una fidejussione che garantisca la possibilità di restituire i soldi ove si ribalti la sentenza di terzo grado. Si può anche rimandare il pagamanto al terzo grado”, ma in ogni caso “è la norma più giusta e sacrosanta che si possa immaginare”.
Ma se questa è la versione del premier, a confutarla, almeno per quello che lo riguarda, è il ministro per la Semplificazione, Roberto Calderoli. “Ribadisco, ancora una volta – ha affermato in una nota – di non aver mai ne’ letto ne’ visto la cosiddetta norma sul Lodo Mondadori e di aver appreso della sua esistenza soltanto dai lanci delle agenzie di stampa, la settimana successiva al Consiglio dei ministri”.
Red/Pol
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