Roma, 6 lug. (Apcom) – Cultura a rischio paralisi a causa dei tagli ai fondi per la cultura previsti nella manovra anticrisi del Governo che penalizzano il settore “in modo inaccettabile”: alla prevista riduzione delle risorse disponibili, si accompagnano inoltre “una serie di norme che potrebbero assestare un colpo fatale alle politiche pubbliche per il settore”. A lanciare l’allarme è Federculture, riunita oggi a Roma nella sua assemblea generale. La cultura, spiega l’associazione, “non ci sta ad essere ‘chiusa’ per decreto, si organizza e avanza proposte.
Nell’allarme lanciato dalle imprese culturali, degli amministratori pubblici, degli operatori del settore rappresentati dalla federazione nazionale, sono stati richiamati gli elementi “potenzialmente dirompenti” per il settore contenuti in alcuni degli articoli della manovra finanziaria. In primis, ha spiegato Roberto Grossi, presidente di Federculture, i tagli “compromettono l’attrattività e l’immagine delle città: nel dettaglio, il Dl 78/2010 va a colpire le risorse per la cultura con un taglio di 58 milioni di euro l’anno per i prossimi tre anni, di cui quasi 50 milioni saranno sottratti al capitolo riguardante la tutela e la valorizzazione dei beni e attività culturali, determinando un ulteriore arretramento dello stanziamento del Mibac che, già in caduta libera negli ultimi anni ha ormai raggiunto il minimo storico dello 0,21% del bilancio dello Stato (era lo 0,34% nel 2005).
Se a questi tagli si aggiungono le riduzioni dei trasferimenti statali a Regioni ed Enti Locali – per le prime complessivamente 4 miliardi di euro per il 2011 e 4,5 miliardi per gli anni successivi; per Province e Comuni rispettivamente 300 milioni e 1,5 miliardi per il 2011 e 500 milioni e 2,5 miliardi per il 2012 e seguenti – si può “realisticamente prospettare l’impossibilità per le amministrazioni locali di continuare ad assicurare l’erogazione ai cittadini di numerosi servizi pubblici, tra cui naturalmente anche quelli culturali”.
Red/Apa
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