Manovra, settimana decisiva: si tratta sulla moratoria fiscale

Manovra, settimana decisiva: si tratta sulla moratoria fiscale


Roma, 13 lug. (Apcom)
– Da oggi prende il via una settimana
impegnativa per governo, Parlamento e parti sociali: dal tavolo
con sindacati, imprese e enti locali sul Dpef, al varo del
documento in Consiglio dei ministri. Entra poi nel vivo l’esame
alla Camera del dl manovra con le misure anticrisi, mentre altre
due partite dovrebbero essere risolte: quella dell’innalzamento
dell’età di pensionamento di vecchiaia per le donne nel pubblico
impiego e il raggiungimento di un’intesa con banche e imprese per
concedere alla aziende una moratoria sulle scadenze sul credito.

L’obiettivo è quello di mettere a punto nuove misure per
fronteggiare la crisi economica e definire la strategia per i
prossimi anni. Si parte, infatti, martedì con il tavolo sul Dpef,
il documento di programmazione economica che quest’anno potrebbe
essere arrivato al capolinea. Infatti, dovrebbe essere l’ultima
volta che il Consiglio dei ministri (in programma per mercoledì
mattina) varerà il documento così come lo conosciamo oggi. Dopo
l’approvazione della riforma della Finanziaria, il Dpef andrà in
pensione e sarà sostituito dal Dfp (Decisione di finanza
pubblica).

Martedì pomeriggio a sedersi al tavolo saranno sindacati, imprese, rappresentanti del mondo bancario, regioni e enti locali. Questa potrebbe essere anche l’occasione per avviare la discussione su altre due problematiche aperte: l’aumento dell’età di pensionamento delle donne e il congelamento dei pagamenti dovuti dalle imprese. Quest’ultimo tema dovrebbe essere affrontato anche in una

sessione ad hoc fra governo, Abi e imprese in programma sempre per la settimana che si apre domani. Nell’incontro di martedì i sindacati torneranno alla carica sia sul fisco – al primo posto ancora la richiesta di sgravi per i lavoratori dipendenti e i pensionati – sia sull’occupazione e gli ammortizzatori sociali.

Per quanto riguarda l’innalzamento della soglia pensionabile di
vecchiaia delle donne nel pubblico impiego, resa necessaria dopo
la sentenza della Corte di Giustizia europea, la soluzione
potrebbe essere quella di un aumento graduale di un anno ogni 24
mesi a partire dal 2010 fino a raggiungere quota 65 anni. Lo
strumento legislativo potrebbe essere quello del dl anticrisi, ma
non è escluso che si possa optare per un provvedimento ad hoc da
mettere a punto dopo lo svolgimento del confronto con le parti
sociali.

Altra partita da giocare per concedere un pò di ossigeno alle
imprese strette dalla morsa del credito è proprio quella del
congelamento dei pagamenti dovuti dalle aziende. Già questa
settimana, secondo quanto hanno riferito sia il numero uno degli
industriali Emma Marcegaglia sia il titolare del Tesoro Giulio
Tremonti, dovrebbe svolgersi il primo incontro fra esecutivo,
banche e imprese. L’intesa, molto probabilmente, non riguarderà
tutte le aziende, ma soltanto alcune tipologie e alcuni profili
di rischio. Strettamente connesso al raggiungimento dell’accordo
c’è un altro intervento annunciato da Tremonti per compensare gli
istituti di credito: sgravi fiscali sulla deducibilità delle
svalutazioni dei crediti bancari in sofferenza. Se la strada per
lo stop alle rate sarà spianata allora i benefici potrebbero
confluire nel dl anticrisi con un emendamento già questa
settimana.

Cep

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