Roma, 26 mag. (Apcom) – Una manovra basata su competitività
dell’economia e sostenibilità della finanza pubblica, per
contribuire “alla credibilità dell’Eurozona”. È un Giulio
Tremonti deciso e orgoglioso delle scelte compiute quello che si
presenta alla stampa a palazzo Chigi per presentare un
provvedimento basato su sacrifici ad ampio raggio, ma necessario
per superare la bufera innescata dalla crisi della Grecia e
dell’Unione europea.
Misure che valgono 24,9 miliardi per il prossimo biennio, con
tagli pesanti in diversi settori – dai fondi alle Regioni al
pubblico impiego – e un’ulteriore stretta nella lotta
all’evasione fiscale per recuperare risorse. Tutte scelte,
comprese quelle sul fisco, ampiamente condivise con il premier
Silvio Berlusconi, perchè “una manovra di questo tipo la fa il
presidente del Consiglio”. E in poche ore, ha sottolineato il
ministro dell’Economia, il governo ha incassato il giudizio
positivo delle maggiori istituzioni internazionali, dalla
commissione europea all’Fmi.
Tagli sui dipendenti pubblici, sui costi della politica, su 27
enti inutili (e altri si aggiungeranno), sulle ‘finestre’ per
andare in pensione. A pagare saranno anche gli enti locali, e in
particolare le Regioni, che hanno contestato la pesantezza delle
misure. Ma per il ministro i tagli alle Regioni (4-4,5 miliardi) “sono consistenti ma non insostenibili”, perchè le amministrazioni regionali “hanno hanno ampi margini di risparmio possibile e possono contribuire alla riduzione della spesa pubblica”. Senza ricorrere ai ticket sanitari, precisa Tremonti, perchè la sanità non viene assolutamente “toccata”.
Sono scelte difficili ma – ha rivendicato con orgoglio il titolare di via Venti Settembre – sono state apprezzate dalle principali istituzioni internazionali. Dalla commissione europea al Fondo monetario, dall’Ocse all’agenzia di rating Fitch: i giudizi incassati dal governo sono tutti positivi. “Abbiamo fatto le cose giuste – ha sottolineato Tremonti – nel modo giusto e nei tempi giusti”.
AquGlv/Rbr
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