Roma, 13 giu. (TMNews) – E’ stata ribattezzata ‘slutwalk’, che letteralmente significa la marcia delle sgualdrine. E ormai ha assunto le dimensioni di un movimento globale, visto che le donne sono scese in piazza in Inghilterra, Australia, Messico, Brasile, Honduras e Nicaragua per protestare contro chi giustifica la violenza sessuale con un abbigliamento femminile troppo succinto.
A Londra, solo per citare un esempio, erano in 5mila che sono partite da Piccadilly per arrivare a Trafalgar Square. Sorprendente pensare come tutto questo sia stato provocato dal commento infelice di un poliziotto canadese non proprio lungimirante. La prima ‘Slutwalk’ risale infatti ad aprile a Toronto, dove un agente invitò le donne “a evitare di vestirsi come sgualdrine per non diventare delle vittime”. Dal Canada, la protesta si è estesa quindi negli Stati Uniti e in Europa.
L’ondata di sostegno popolare che questa causa ha ricevuto ha restituito al femminismo parte della credibilità di piazza che in precedenza mancava. E’ anche attuale, pensando alla vicenda di Dominique Strauss-Kahn, sotto processo a New York. E infatti alcuni dei cartelli esibiti durante la marcia recitava “Siamo tutte cameriere”, in segno di solidarietà con la presunta vittima del tentato stupro dell’ormai ex direttore generale del Fondo monetario internazionale.
Tante manifestanti erano vestite in modo provocante, altre in abbigliamento casual. “Yes means yes and no means no!” (Sì significa sì e no significa no) era un altro degli slogan più gettonati, oltre a quello “Abuse has nothing to do with sexiness” (Gli abusi non hanno nulla a che fare con la sensualità).
Fco
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