New York, 20 lug. (Apcom) – Guai infiniti per la Bp negli Stati
Uniti. La multinazionale ha avuto l’ok dal governo per proseguire ancora qualche ora con il test del ‘maxitappo’ che dalla settimana scorsa ha arrestato la fuoriuscita di petrolio nel golfo del Messico, nonostante le preoccupazioni per una nuova presunta fuga di idrocarburi vicino al pozzo. Ma c’è di più, in serata la Casa Bianca ha dichiarato che il pozzo sottomarino della British Petroleum nel Golfo del Messico presenta ancora delle perdite parte superiore, malgrado il tappo. E per il portavoce Robert Gibbs esiste anche un ulteriore trasudamento dal fondo marino a circa tre chilometri di distanza.
Come se non bastasse la marea nera, un gruppo di senatori americani ora vuole parlare con il Primo Ministro britannico David Cameron che sarà in visita domani a Washington del legame tra British Petroleum e la liberazione del terrorista libico Abdelbaset Megrahi. I senatori si sono detti “disgustati dal venire a sapere da parte di un responsabile di Bp che la società ha effettivamente fatto pressione sul precedente governo” inglese per facilitare la liberazione di Megrahi. Il sospetto è che le pressione di Bp siano state motivate dalla prospettiva di contratti petroliferi con la Libia.
La liberazione del libico condannato per l’attentato di Lockerbie è stata definita da Cameron “un errore totale ed assoluto”.
Dopo l’esplosione della piattaforma Deepwater Horizon, e una lunga serie di falliti tentativi di contenimento del greggio, il titolo Bp ha perso il 52% in 50 giorni sul New York Stock Exchange. Il valore di un’azione è passato dai 60,57 dollari del 20 aprile ai 29,29 dollari del 9 giugno, il più basso dall’agosto 1996.
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