New York, 12 mag. (Apcom) – Sarebbe stato un guasto idraulico nel meccanismo di sicurezza, che avrebbe dovuto sigillare il pozzo petrolifero in caso di improvvisa pressione, la causa dell’esplosione della piattaforma Deepwater Horizon il 20 aprile al largo del Golfo del Messico. E’ quanto è emerso durante un’audizione tenutasi oggi di fronte alla Commissione sull’Energia e il Commercio della Camera dei rappresentanti americana.
Sotto accusa, durante l’audizione, sono finiti anche i tentativi messi in atto finora dalla British Petroleum, gestore della piattaforma, per cercare di limitare i danni, scrive il New York Times. “Più vengo a conoscenza di ciò che sta avvenendo e più mi preoccupo”, ha detto Henry Waxman, democratico e presidente della Commissione Energia e Commercio della Camera. “Questa catastrofe sembra essere stata causata da una fatale serie di mancanze nelle apparecchiature e nelle operazioni in corso. Se la più grande compagnia petrolifera del mondo fosse stata più attenta, oggi 11 vite sarebbero salve e le nostre coste protette”, ha aggiunto Waxman. Al momento dell’esplosione 126 persone erano presenti sulla piattaforma. Di queste 17 sono rimaste ferite e 11 risultano ancora disperse. Da quattro settimane dalla falla a 1500 metri di profondità fuoriescono 5mila barili di greggio al giorno.
Il presidente della sottocommissione Energia e Commercio che sta eseguendo le indagini, il democratico Bart Stupak, ha detto che robot sottomarini telecomandati hanno confermato l’esistenza di una falla idraulica nel sistema di sicurezza che avrebbe dovuto funzionare impedendo l’esplosione. Tuttavia, non è ancora chiaro se sia proprio questo guasto idraulico a impedire al sistema di funzionare.
La compagnia britannica Bp, che dovrà pagare per i danni causati dall’incidente, sta cercando di posizionare una cupola di cemento sul fondo del mare dove si trova la falla. Il primo esperimento con una cupola più grande è fallito a inizio settimana. La nuova cupola dovrebbe entrare in funzione a fine settimana.
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