New York, 11 mag. (Apcom) – Lo scaricabarile tra le tre compagnie coinvolte nell’esplosione della piattaforma esplosa nel Golfo del Messico piace poco ai senatori americani impegnati a cercare le cause della catastrofe. I come e i perché dell’incidente, che si sta trasformando in uno dei peggiori disastri ecologici della storia, sono fondamentali per l’approvazione di un disegno di legge sul clima e l’energia che verrà presentato in parlamento. Invece la testimonianza dei tre colossi è rimasta arenata sulle reciproche accuse:
la Britsh Petroleum, gestore della Deepwater Horizon, punta il dito contro la svizzera Transocean che, in quanto proprietario della piattaforma avrebbe dovuto garantire il buon funzionamento dei dispositivi di sicurezza. A sua volta, la Transocean sostiene che doveva essere la Bp, i quanto utilizzatrice della struttura, a gantire gli standard. La compagnia svizzera accusa poi la Halliburton per i lavori di cementificazione del pozzo petrolifero eseguiti poco prima dell’esplosione. L’Halliburton si giustifica affermando di aver seguito semplicemente le disposizioni della Bp.
I manager delle tre compagnie hanno testimoniato questa mattina di fronte alla Commissione del Senato per l’Energia e le Risorse naturali ammettendo di non aver ancora definito quali siano le cause dell’esplosione del 20 aprile. Aprendo l’udienza il senatore democratico Jeff Bingaman, presidente della commissione, ha detto che bisogna identificare quali furono le mancanze che portarono all’incidente per capire quali sono le misure di sicurezza che si possono imporre. “Non credo che si possa etichettare questa catastre come imprevedibile”, ha detto Bingaman. Il senatore repubblicano Lisa Murkowski, rappresentante dell’Alaska, uno dei più importanti Stati americani del petrolio, ha sottolineato che lo sviluppo futuro delle trivellazioni dipende proprio dalla comprensione delle cause di questo disastro. Ai tre manager Murkowski ha fatto notare: “Noi tutti ci troviamo coinvolti perché questo incidente avrà un grande impatto sulle politiche energetiche di questo paese”.
Questa testimonianza, insieme a quella che si terrà nel tardo pomeriggio di fronte alla Commissione Ambiente del Senato, è la prima tenuta dai vertici di Bp, Transocean e Halliburton di fronte a membri del Congresso. Al momento dalle due falle che si trovano dove un tempo sorgeva la piattaforma Deepwater Horizon fuoriescono 5mila litri di greggio al giorno. La Bp ha cercato di installare, senza successo, una cupola di cemento e acciaio da 100 tonnellate per bloccare il petrolio. Al momento dell’esplosione lavoravano sulla piattaforma 126 persone di cui solo 7 erano dipendenti della Bp. Ormai abbandonate le speranze di ritrovare gli 11 dispersi.
Emc-Chb
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