“Mariangela merita più giustizia” Un appello ai nostri parlamentari

“Mariangela merita più giustizia” Un appello ai nostri parlamentari

VENEGONO SUPERIORE «Ci rivolgeremo ai nostri parlamentari, sia quelli eletti nel collegio italiano, sia quelli eletti nella circoscrizione estera in modo tale da sollecitare un’iniziativa puntuale e stringente sui due fronti. Da una parte, sul piano penale, perché venga fatta giustizia, dall’altra, sotto il profilo della sicurezza, perché vengano mantenuti gli impegni presi a suo tempo per migliorare le condizioni viabilistiche della zona». Sulla tragica scomparsa di Mariangela Parisi, la commessa del Fox Town di 42 anni di Venegono Superiore deceduta due anni fa dopo essere stata investita da una macchina a Mendrisio, si stanno muovendo anche i sindacati.Claudio Pozzetti, responsabile dei frontalieri della Cgil, ha preannunciato la volontà da parte dei sindacati di portare avanti un’importante iniziativa a sostegno della famiglia di Mariangela coinvolgendo le istituzioni più importanti dello stato. Ieri, nel giorno del secondo anniversario della morte di Mariangela (5 gennaio del 2010), i suoi familiari hanno manifestato dolore e disapprovazione per il presunto stato di immobilismo dell’iter processuale svizzero. «In due anni – aveva detto la sorella Silvana Parisi – non si è mosso niente di niente. Stiamo ancora aspettando il processo. In questo momento non c’è alcun responsabile, non ci sono

colpevoli. Chiediamo che sia fatta giustizia, perché mia sorella è morta e ancora non sappiamo di chi sono le responsabilità. Vale così poco la vita di un frontaliere?». Un grido di dolore al quale hanno risposto i sindacati pronti a mettere di mezzo i parlamentari del territorio per sbloccare una situazione ancora tutta da chiarire. «L’obiettivo – aggiunge Pozzetti – è quello di fare chiarezza sulle responsabilità. In modo che venga fatta giustizia. Sull’altro versante – insiste il sindacalista – è opportuno monitorare le condizioni di sicurezza della strada, verificare cioè se si stanno mantenendo gli impegni presi». Mariangela, infatti, morì lungo una strada, via Penate a Mendrisio, molto criticata dai frontalieri. Una strada considerata pericolosa per le sue condizioni di presunta scarsa illuminazione. Tanto che nei giorni successivi all’incidente i colleghi, con il sostegno delle parti sociali, inscenarono una protesta lungo le vie di Mendrisio per far emergere questo tipo di situazione. Mariangela nel tentativo di attraversare la strada per raggiungere il parcheggio esterno fu investita da una macchina sbattendo poi contro un’autovettura che sopraggiungeva dalla parte opposta. Una tragedia che non deve ripetersi. Ma da quel giorno non si è mosso più nulla. 

b.melazzini

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