Maroni a La Provincia di Varese: “Base arrabbiata, la pulizia va avanti”

Roberto Maroni, che clima sta trovando girando su e giù per il nord?L’ex ministro dell’Interno parla con un filo di voce, è reduce da tre comizi in una sera…«Guardi, dopo l’incredulità e la rabbia la gente ha visto la nostra reazione e ha ritrovato subito l’entusiasmo. Ci stanno arrivando nuove iscrizioni, è una cosa stupefacente. Dovunque, da Sondrio – la sera stessa delle espulsioni di Rosy Mauro e Francesco Belsito – ho incontrato tanta gente carica, con una gran voglia di ricominciare. L’altro ieri tre comizi, a Cisano Bergamasco, Mozzo e Brembate. In piazza, sui camion e ovunque una risposta calorosa. Dico grazie a tutti».Come mai questo “ritorno alle origini”, all’entusiasmo della base dopo tutto quello che leggiamo sui giornali?«E’ molto semplice, la nostra gente ha capito che, nonostante gli errori di pochi, nella Lega c’è la diversità delle origini. C’è stata subito la confessione e la penitenza, insomma un atto di purificazione che in pochi si aspettavano e il nostro coraggio è stato immediatamente recepito».Ha rivisto le facce di un tempo, quello del militante duro e puro?«Sì, i nostri militanti sono tornati a fare i militanti, la nostra forza. E si ricomincia da sabato prossimo, con la “Gazebata Padana”. Raccoglieremo le firme per le nostre proposte di legge di iniziativa popolare, cominciando da quella più ingiusta, impedire alla gente di andare in pensione dopo una vita in fabbrica».E sui rimborsi elettorali, mettiamo il dito nella piaga?«Siamo pronti a depositare in Cassazione anche questo quesito, in più abbiamo già proposto di devolvere l’ultima tranche a favore di tutti i partiti , e parlo di cento milioni di euro, a chi ne ha bisogno, a chi più sta pagando l’effetto della crisi economica. Il capogruppo Dozzo ha già rinunciato alla nostra quota».Roberto Maroni sarà il nuovo segretario della Lega Nord?Pausa, poi una risposta secca.«Deciderà il congresso di Milano».Meglio tornare all’attualità, al lavoro duro che sta compiendo in giro

per il nord. A Varese, il commissario Garavaglia ha detto che ora è il tempo di pensare alle amministrative, nessuna epurazione. D’Accordo?«Garavaglia ha ragione, ora è tempo di congressi anche se la pulizia che abbiamo già fatto, deve andare avanti, noi siamo diversi dagli altri. E l’ultimo esempio è stato proprio questa mattina (ieri, ndr) la decisione del presidente Boni di dimettersi. Non mi stanco di ripetere che in pochi giorni nella Lega ci sono state dimissioni e espulsioni e, ad esempio, Filippo Penati è ancora lì in consiglio regionale, e Bersani che lo ha avuto come capo della sua segreteria fa finta di niente».Parliamo col cuore in mano. Che cosa vi ha colpito di più, sia lei sia la base, in queste settimane tremende?«Umberto Bossi. Il suo è stato un gesto nobile e doloroso. Doloroso perché ha parlato dei suoi figli, vorrei che chi ci sta giudicando comprenda la grandezza e l’umiltà di Umberto Bossi, le sue dimissioni e le sue parole sono un esempio per tutti».Forse ha ancora aiutato la Lega, la sua creatura fondata nel 1979, nel momento storico e personale più difficile?«Esatto, e anche per questo la gente sta tornando da noi. Ha capito che è stato ammesso l’errore, non abbiamo coperto nulla come hanno fatto altri, nessun partito ha fatto la pulizia che stiamo facendo noi. Si è rivista la Lega genuina, quella di un tempo ma che è sempre stata così perché non dimentichiamo che sul territorio abbiamo migliaia di amministratori ben voluti dalla gente. I nostri sindaci, assessori, presidenti di Provincia e di Regione si confrontano tutti i giorni con i cittadini, insomma molti hanno capito che il movimento è fatto di gente pulita».Il nuovo segretario federale sarà deciso dal congresso di Milano, almeno possiamo dire chi è il favorito per la successione a Giancarlo Giorgetti: Matteo Salvini?Sogghigna l’ex ministro, poi poche parole.«Lo saprete il 2 giugno. Arrivederci a Milano».Alessandra Casarin

e.marletta

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