VARESE Se ne va un pezzo di Storia. A dare l’ultimo saluto ad Alessandro Ambrosetti, il “sarto leghista”, ieri nella chiesa della Santissima Trinità di Capolago, c’erano i compagni d’inizio avventura: Umberto Bossi e Roberto Maroni. I due big leghisti, ai quali si è aggiunto anche il sindaco Attilio Fontana, non potevano certo mancare al funerale di Sandrino, uno dei pionieri del leghismo. «È stato con noi fin dall’inizio – ha ricordato Bossi – Qui a Capolago abbiamo fatto la prima festa della Lega per raccogliere fondi. Ed è riuscita grazie a lui».«Un leghista con la L maiuscola – ha aggiunto Maroni – un uomo semplice di grande cuore. Ha sempre dato e non ha mia chiesto niente per sé». Qui, nel borgo che sorge sulle rive del lago di Varese, in questo lembro di terra varesina dove si è conclusa la
parabola terrena di un grande uomo, è nata la prima Lega. Quella che, sul finire degli anni Settanta, si chiamava Unolpa. E Sandro Ambrosetti «è stato il primo segretario della prima formazione politica – ricordano alcuni amici davanti alla chiesa – le riunioni con Bossi e Maroni si facevano prima al circolino, e poi anche nella casa di Sandro, a venti metri dal circolo. Aveva la sua attività di sarto accanto all’abitazione. Lui ha cucito la prima bandiera con il simbolo del guerriero».Emblema di quella Lega nata dal popolo e che nel popolo è rimasta. La Lega più pura che non ha mai conosciuto i palazzi romani. La chiesa era gremita di persone comuni, amici, accorsi a salutarlo. Presente la famiglia, tra cui la sorella Alma e il nipote, Lorenzo Ambrosetti, vicecomandante della polizia locale. Presenti molti agenti e il comandate Antonio Lotito.
s.bartolini
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