Maroni, stoccata “modello Varese” “Azioni concrete. Io? Fontaniano”

Maroni, stoccata “modello Varese” “Azioni concrete. Io? Fontaniano”

VARESE «Sono venuto a congratularmi con il sindaco e per informarmi su come vanno le trattative». Il ministro dell’Interno, poche ore prima della seconda “sberla” rifilata al governo dalle urne, sceglie di tornare là dove tutto (per la Lega) era cominciato e dove, per la Lega, tutto è rimasto invariato. Ore 9.15: nell’ufficio di Attilio Fontana entrano Roberto Maroni e il segretario provinciale del Carroccio, StefanoCandiani. Il primo cittadino è alle prese con la giunta.Come procedono le trattative?Chiedetelo a Fontana: io sono un suo sostenitore. È stato scritto che Fontana è un maroniano ma è vero il contrario, Maroni è un fontaniano. Ho ripetuto le stesse posizioni che aveva annunciato prima di me, come ad esempio per il voto sull’acqua.Varese ha retto all’onda d’urto di Milano: baluardo da cui ripartire?Varese è Varese, rimane saldamente nelle mani della Lega dal ’93 e continuerà ad esserlo. Se cade Varese è un segnale butto ma siamo riusciti a tenerla grazie a Fontana, al suo nome e al suo impegno. E Varese ha tenuto alto il valore della Lega. Maroni come Fontana, due sì per l’acqua?Sì, sono andato a votare i referendum per l’acqua e ho tenuto la stessa posizione del sindaco Fontana e di tanti nostri sindaci, che è poi la posizione che la Lega ha sempre tenuto sull’acqua. L’acqua è una risorsa pubblica e la proprietà delle reti deve essere lasciata ai comuni: è patrimonio dei cittadini, non può essere dato ai privati. A Varese, se non ci fosse questo principio e se non le venisse data la gestione, l’Aspem rischierebbe di chiudere o di fallire. E l’Aspem è un’azienda pubblica che porta soldi al Comune, che rischia di perdere il patrimonio.Profughi: quali tempi per l’eventuale concessione del permesso di soggiorno?Abbiamo in programma di accelerare sui

tempi di verifica delle domande d’asilo per arrivare al massimo entro sei mesi alla valutazione. Quindi penso che a partire da ottobre si cominceranno a svuotare i luoghi dove adesso vengano accolti. Sempre sperando che nel frattempo la guerra in Libia cessi e si possa trovare la stessa soluzione che ho trovato con la Tunisia per fermare gli sbarchi.La gente si domanda: perché nel frattempo non si dà loro un lavoro?Fino a che sono richiedenti asilo non si può, lo dicono i trattati internazionali, ma una volta che ottengono il permesso di soggiorno per motivi umanitari, non solo si può ma si deve. Altrimenti si rischia di creare dei ghetti di gente che non sa cosa fare.Lei ha chiesto una svolta vera al Governo per ripartire.Per noi tirare a campare vuol dire tirare le cuoia, di questo mi pare siano consapevoli tutti. Dopodiché io ho voluto lanciare uno stimolo e sono certo che verrà ripreso perché non c’è nessuno in questa maggioranza che vuole tirare a campare. Detto questo bisogna trovare rapidamente soluzioni che siano convincenti, non solo per noi ma il nostro elettorato.Allargare la maggioranza è una soluzione?Il problema si risolve rispondendo a questioni concrete. Per esempio ai dati dell’Istat secondo cui rispetto agli anni ’80 è raddoppiato il numero dei giovani che rimangono in famiglia. Bisogna intervenire, bisogna farlo col piano casa e con il quoziente familiare, dando per esempio un vantaggio fiscale per chi si sposa. Tremonti nel mirino?Tremonti è il miglior ministro dell’Economia che ci possa essere in questo momento, ha le idee chiare: spero che riesca a trovare le coperture adeguate e spero che il presidente del Consiglio il 22 venga in Parlamento a dire che il colpo di frusta c’è e spieghi quali sono le cose che farà.

s.bartolini

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