Martina, ai funerali l’addio dei tifosi varesini

Martina, ai funerali l’addio dei tifosi varesini

VARESE Basilica gremita fino e oltre l’orlo per l’ultimo saluto a Martina Novembre, morta a vent’anni tra le lamiere della sua Lancia Y10 dopo il disastroso incidente in via Sanvito della settimana scorsa. La folla commossa arrivata a San Vittore ha seguito la cerimonia funebre in silenzio, con dolorosa compostezza. Un momento di commiato insomma che ha ribadito lo sgomento dei presenti, arrivati in centinaia tra parenti, amici, ragazzi incrociati qualche volta per caso, ex insegnanti e clienti della pasticceria in cui lavorava; tutti, ammutoliti, sono stati richiamati alla speranza di un senso ultimo che solo episodi come questo sanno far riemergere con forza dirompente.

Martina ora di voi sa più di prima e per voi può più di prima – ha detto don Giuliano Milani, parroco di Avigno, rivolgendosi al papà e alla mamma della ragazza – di certo non vi lascerà soli nel vostro dolore». Perché i nostri morti, ha sottolineato il parroco, «non sono degli assenti» ma degli «invisibili»; «i loro occhi pieni di luce guardano i nostri pieni di lacrime», ha poi aggiunto citando Sant’Agostino. Insieme a lui hanno celebrato il funerale don Giampaolo Ermolli di San Vittore, don Paolo Fumagalli di Casbeno e don Giorgio Polita, coadiutore di Biumo Inferiore dove Martina era arrivata da alcuni mesi. «Pensiamo a Martina che adesso è accolta e abbracciata da Gesù – ha detto don Paolo Fumagalli – è realizzata ed esultante di gioia; molto più di quand’era sugli spalti dello stadio e del palazzetto».

Perché Martina da tempo era diventata una tifosa varesina: appena poteva seguiva il fidanzato Lorenzo in curva insieme alle tifoserie biancorosse. Ad attendere la bara fuori dalla chiesa infatti c’erano anche loro, i compagni di tante partite giocate in casa dal Varese 1910 e dalla Pallacanestro Varese. Non solo. Ad accompagnarla per tutta la cerimonia, ordinatamente composte sopra la bara, c’erano la maglia della Cimberio, la sciarpa della Gioventù Biancorossa che riempie la curva nord del palazzetto, e una felpa dei Ragazzi della Curva per il Varese calcio. Questi ultimi hanno anche riportato in piazza lo striscione dedicato a Martina che ieri ha fatto capolino al Franco Ossola. Dentro la chiesa, nella prima fila, papà, mamma, Lorenzo

e i familiari non hanno potuto contenere le lacrime, sempre con grande contegno, così come gli amici che hanno occupato le navate laterali della basilica. A chiudere la celebrazione ha pensato un commosso don Giorgio Polita: «Ci sono persone che anche se intersecano solo brevemente la tua vita lasciano un segno indelebile e tu lo hai lasciato nella comunità di Biumo», dice rivolgendosi a Martina, «con il tuo servizio, con la tua gioia, con la tua semplicità». Poi la meravigliosa lettura di un testo di Henry Scott Holland, un canonico della Saint Paul’s cathedral vissuto nel secolo scorso: «La morte non è niente. / Sono solamente passato dall’altra parte: è come se fossi nascosto nella stanza accanto».

Francesca Manfredi

f.tonghini

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