LAVENA PONTE TRESA – Non un semplice anniversario amministrativo, ma l’occasione per guardarsi indietro e misurare quanto sia cambiato il volto di un paese di confine. A dieci anni dalla sua prima proclamazione a sindaco, Massimo Mastromarino sceglie di affidare ai cittadini una riflessione che va oltre il bilancio delle opere realizzate e si concentra sul percorso vissuto dalla comunità di Lavena Ponte Tresa.
Il 17 giugno 2016 iniziava infatti un’esperienza amministrativa che avrebbe attraversato alcune delle pagine più difficili della storia recente del territorio. Prima l’emergenza sanitaria, poi l’alluvione che nel giugno 2020 colpì duramente il paese, mettendo alla prova istituzioni, associazioni e cittadini.
«Sono stati anni complessi, ma proprio le difficoltà hanno mostrato la forza della nostra comunità», sottolinea il sindaco, ricordando come l’emergenza Covid abbia fatto emergere una rete di solidarietà capace di sostenere le persone più fragili e di rispondere concretamente ai bisogni della popolazione.
Se la pandemia ha lasciato in eredità una nuova consapevolezza sociale, l’alluvione ha invece segnato uno spartiacque nel rapporto tra il paese e il suo territorio. Da quell’evento sono nati investimenti importanti per la sicurezza idrogeologica, con opere di prevenzione e contenimento che oggi rappresentano uno dei principali interventi realizzati dall’amministrazione.
Ma il racconto di questi dieci anni passa anche attraverso la trasformazione degli spazi pubblici. Lavena Ponte Tresa ha progressivamente rafforzato la propria vocazione turistica, puntando sul lungolago, sul recupero di aree urbane e sulla creazione di nuovi luoghi di aggregazione. Interventi che, nelle intenzioni dell’amministrazione, hanno avuto l’obiettivo di migliorare la qualità della vita dei residenti e allo stesso tempo rendere il paese più attrattivo per visitatori e investitori.
Un capitolo importante riguarda anche l’ambiente e la gestione delle risorse idriche. Tra i risultati rivendicati dal sindaco figurano il superamento delle criticità legate all’acquedotto comunale, il recupero della qualità delle acque del Ceresio e una serie di interventi finalizzati alla tutela del patrimonio naturale locale.
Nel bilancio del decennio trovano spazio inoltre gli investimenti su scuola e sport, il sostegno alle attività economiche e il lavoro svolto a favore dei frontalieri, una componente essenziale della realtà socioeconomica del territorio. Un impegno che, secondo Mastromarino, ha contribuito a rafforzare il ruolo di Lavena Ponte Tresa come punto di riferimento per l’intera area di confine.
Più che una celebrazione personale, il messaggio del sindaco assume così il valore di un ringraziamento collettivo. «I risultati raggiunti non appartengono a una sola persona o a un’amministrazione – osserva – ma a una comunità che ha saputo partecipare, confrontarsi e costruire insieme il proprio futuro».
Dieci anni dopo quel primo giuramento, il bilancio di Mastromarino è quello di un paese che ha affrontato emergenze, cambiamenti e sfide senza rinunciare alla propria identità, cercando di trasformare ogni difficoltà in un’occasione di crescita.












