A Caldaro il copione cambia nel punteggio, ma non nella sostanza. Dopo la recente semifinale di Coppa Italia, i Lucci si confermano superiori e battono i Mastini con un netto 4-1, ribadendo il loro ruolo di squadra da battere in IHL. Per Varese arriva la seconda sconfitta consecutiva e la sensazione di una fase complicata che gli innesti recenti non sono ancora riusciti a invertire.
La partita prende subito una direzione chiara: Caldaro impone ritmo e pressione, costringendo i gialloneri ad abbassare il baricentro e a difendersi con ordine più che a costruire gioco. I Mastini provano a colpire in transizione con Bastille e Ghiglione, ma le iniziative restano isolate e poco incisive contro una squadra compatta, ben organizzata e protetta da un Rohregger sempre attento.
Nel primo periodo Varese regge soprattutto grazie a un ottimo Filippo Matonti, chiamato a più riprese a salvare il risultato. Le occasioni dei Lucci si susseguono, finché nel finale di frazione, in superiorità numerica, Cappuccio trova il varco giusto per l’1-0 che fotografa un equilibrio già solo apparente.
Nel secondo drittel la differenza tra le due squadre diventa ancora più evidente. Caldaro muove il disco con fluidità, utilizza tutte le linee e sembra sempre avere una soluzione pronta. Varese prova a reagire anche in power-play, ma la manovra resta macchinosa e poco pericolosa. Appena rientrati in parità numerica, gli altoatesini colpiscono ancora con Oberrauch, sfruttando una situazione favorevole e portandosi sul 2-0.
Il colpo che spegne ulteriormente l’inerzia giallonera arriva poco dopo: un tiro apparentemente innocuo di Galassiti sorprende Matonti e vale il 3-0. Un gol che pesa più del punteggio, perché certifica la difficoltà dei Mastini nel restare mentalmente agganciati alla partita.
Nel terzo periodo Caldaro continua a gestire con maturità, senza abbassare l’intensità. Un’altra penalità concessa da Varese apre la strada al 4-0 firmato Wieser in power-play. I Mastini provano almeno a rendere meno amaro il passivo: la rete di Terzago, arrivata nel finale, vale il gol della bandiera ma non cambia la sostanza di una serata complicata.
Il verdetto è chiaro: Caldaro appare oggi una squadra più completa, profonda e lucida nei momenti chiave. Per Varese, invece, è tempo di riflessioni. La qualità non manca, ma contro avversari di questo livello servono maggiore continuità, organizzazione e capacità di trasformare l’energia in gioco efficace. La stagione è ancora lunga, ma il segnale lanciato dai Lucci è forte: per puntare in alto, i Mastini dovranno cambiare passo.
Il tabellino
Caldaro-Varese 4-1 (1-0, 2-0, 1-1)
Reti: 19’27” Cappuccio (De Donà, Erlacher) in sup. 1-0; 23’36” Oberrauch (Selva, Cappuccio) 2-0, 30’53” Galassiti (De Donà, Vinatzer) 3-0; 52’07” Wieser (Alanne, Saha) 4-0 in sup., 56’43” Terzago (Buono) 4-1 in sup.
Caldaro: Rohregger (Pallabazzer); Clericuzio, Valentini, Alanne, Wieser, Saha; Massar, Bianco, Selva, Cappuccio, Oberrauch; Soelva, Shoepfer, Galassiti, Vinatzer, De Donà; Schmid, Bellet, Oberhuber, Erlacher, Todesco. Coach: Teemu Virtala.
Varese: Filippo Matonti (Pisarenko); Schina, Re, Marcello Borghi, Terzago, Perino; Makinen, Crivellari, Buono, Ghiglione, Bastille; Marco Matonti, Erik Mazzacane, Xamin, Michael Mazzacane, Tilaro; Peterson, Pietro Borghi, Venturi. Coach: Massimo Da Rin
Arbitri: Patrick Theo Gruber, Alexander Wiest (Anna Callovini, Alberto Plancher)
Note – Tiri Cal 27, Va 19. Penalità Cal 10′, Va 6′.













