– Profumi di resina, buchi di punteruolo e segatura rugosa: i bimbi di Varese alla scoperta del legno con l’educatrice “fata Turchina”e il falegname “mastro Geppetto”, . Dischetti che diventano buffi visi con sorrisi al punteruolo e trucioli come capelli, o portachiavi da sagomare con l’iniziale del nome, così una trentina di bimbi dai tre anni in su si è divertita ieri allo Iat di Varese, partecipando al laboratorio di falegnameria, promosso dal quotidiano La Provincia di Varese e nato per stimolare manualità e confidenza con un materiale “vivo”. «Lo ritroviamo in natura – racconta Elisabetta -. In tutte le sue forme ha profumi e consistenze che non si trovano nei materiali sintetici. È una scoperta sempre nuova che permette grande interazione». Insegnante alla scuola materna della Rasa, Elisabetta ha riproposto l’approccio reggiano «che, nato negli anni ’70, proprio a Reggio Emilia e diffuso in tutto il mondo, mette al centro il bambino, coi suoi bisogno e interessi, e gli permette di tirare fuori ciò che ha già dentro». La figura dell’insegnante «è di sostegno e accompagnamento, si mette sempre in gioco, perchè non propone qualcosa di precostituito, ma parte dall’idea che la conoscenza si sviluppa nella relazione quindi nel lavoro di piccoli gruppi che permette a tutti di dire la propria». L’ascolto è alla base «per capirne esigenze e idee che diventano progetti e spunti in ogni ambito nelle routine quotidiane e nei progetti scolastici». «C’è
stata un’ottima risposta, per un evento lanciato in una settimana: due turni pieni e richieste, tante di nonni, di nuovi appuntamenti – spiega di 23&20 che ha coordinato il pomeriggio – Facendo diversi laboratori, ci siamo resi conto che i bambini preferiscono quelli con materiali poveri che trovano in natura. Da domani, se troveranno un piccolo pezzo di legno per terra, sapranno che con un paio di bottoni o altro materiale di recupero, potranno creare qualcosa di nuovo e unico». Un “allenamento” per l’inventiva. «Legno, carta plastica di riciclo, stracci e tutto ciò che distrae da tablet e I-phone, permette loro di usare con fantasia in un materiale consueto». Super fan i genitori che hanno visto i figli incuriositi e laboriosi tra riccioli di legno. «Sofia fa tanti lavoretti con la nonna – racconta mamma – e ha potuto sfogare la sua fantasia in questo laboratorio, difficile da trovare a Varese, adatto anche a bimbi di tre anni come lei». Per mamma con le sue bimbe: «è interessante che abbiano potuto manipolare ed essere in contatto con un materiale naturale. Ci tengo a sensibilizzarle la rapporto con la natura e le sue risorse, ma anche al tipo di lavorazione, ai mestieri di una volta e a come nasce un oggetto». Per mamma Morena il valore aggiunto dell’esperienza è che la piccola Chloe di due anni e mezzo «abbia potuto utilizzare strumenti da “grandi” in tutta sicurezza».













