VARESE Con un maxi intervento di massa disposto dal comando provinciale della Guardia di Finanza di Varese, sono stati eseguiti una serie di controlli per il contrasto al fenomeni del “lavoro nero e sommerso”.
Le attività, con accesso nei locali aziendali, hanno riguardato 20 imprese, selezionate nell’ambito di un’ampia gamma di attività economiche, che hanno permesse di scoprire 36 lavoratori totalmente in nero e irregolari, di cui sei di origine extracomunitaria.
Le aziende dove sono state rilevate violazioni vanno dalle cinque attività di ristorazione (di cui una da asporto), un albergo, una pasticceria, una lavanderia, un parrucchiere, una impresa edile e una ditta di trasporti.
Le principali violazioni, tuttavia, sono state riscontrate nel settore della ristorazione e, in particolare, in un’impresa di catering, che impiegava numerosi lavoratori “occasionali” che, in realtà, erano da considerare, a tutti gli effetti, lavoratori subordinati.
Dall’inizio dell’anno, nell’ambito della massiccia ed intensa attività al contrasto del “lavoro sommerso”, il comando Provinciale di Varese ha complessivamente scoperto oltre 170 tra lavoratori irregolari e “in nero”, la maggior parte dei quali di origine extracomunitaria.
s.bartolini
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