Con la cessazione dell’attività del medico di medicina generale a partire dal 1° aprile, i cittadini di Cocquio Trevisago entrano in una fase di transizione che comporta nuove modalità di accesso all’assistenza sanitaria.
In attesa della nomina di un sostituto da parte dell’ASST Sette Laghi, è stato attivato un Ambulatorio Medico Temporaneo a Laveno Mombello, in via Ceretti 8. Per accedere, i pazienti dovranno utilizzare l’ingresso posteriore da via Marconi (ex Guardia Medica) e citofonare all’arrivo.
L’ambulatorio sarà aperto con accesso libero dalle 16.00 alle 18.00 nei giorni 1, 2, 3, 7, 9, 10, 13, 14, 15, 16 e 17 aprile, garantendo visite e prescrizioni mediche in questa fase di emergenza.
Nel frattempo, i cittadini possono scegliere autonomamente un nuovo medico tramite il Fascicolo Sanitario Elettronico, lo sportello virtuale SIOC, oppure recandosi presso le farmacie aderenti o agli sportelli “Scelta e Revoca”. Per le urgenze notturne e nei giorni festivi o prefestivi resta attivo il numero unico della Continuità Assistenziale 116117.
Il sindaco Danilo Centrella ha assicurato il massimo impegno dell’amministrazione per risolvere la situazione: il Comune ha già messo a disposizione gratuitamente un ambulatorio idoneo ad accogliere un nuovo medico, facendosi carico anche delle spese di gestione. L’obiettivo è ripristinare al più presto un servizio essenziale per la comunità, in particolare per le fasce più fragili della popolazione.
Per limitare i disagi legati allo spostamento a Laveno Mombello, l’amministrazione sta inoltre organizzando un servizio di trasporto dedicato, con mezzi comunali e il supporto dei volontari, rivolto soprattutto ad anziani, persone con disabilità o con difficoltà di mobilità.
Chi avesse necessità di usufruire del servizio di accompagnamento può prenotarsi telefonicamente chiamando il numero 0332 975151 (interno 6).
L’amministrazione comunale continuerà a monitorare da vicino l’evoluzione della situazione, mantenendo un dialogo costante con gli enti sanitari competenti, con l’obiettivo di garantire il diritto alla salute e riportare quanto prima una presenza stabile di cure primarie sul territorio.













