GALLARATE (ri.s.) Non candidare nessuno che sia stato condannato o rinviato a giudizio per reati non d’opinione. Impegnarsi a dimettersi in caso di rinvio a giudizio e ad evitare ogni possibile conflitto d’interessi.Sono queste le richieste che Ennio Melandri, candidato sindaco della Federazione della sinistra, rivolge in una lettera aperta indirizzata agli altri sei concorrenti per la poltrona di primo cittadino. «Tutti siamo consapevoli del profondo senso di disillusione che i cittadini avvertono nei confronti della politica», scrive l’esponente della Fed, «ci chiedono onestà, pulizia morale, disinteresse e trasparenza, una domanda che a volte, purtroppo, viene disillusa nei fatti».Melandri non pensa soltanto ai «privilegi
sempre più intollerabili» di ministri e parlamentari, ma anche a «certi comportamenti quotidiani in sedi istituzionali che vengono declassate ad arene vocianti», alla «presenza di un certo tipo di personale politico in programmi televisivi che trasformano la politica in spettacolo», all’«impoverimento del linguaggio, troppo spesso banalizzato in slogan di facile effetto».Ed è per contrastare questa deriva che «chiedo a tutti i candidati di sottoscrivere un codice etico, da allegare al programma, che si basi su alcuni principi a tutela della moralità pubblica». Ovvero, non candidare condannati e rinviati a giudizio, pretendere le dimissioni in caso di rinvio a giudizio, evitare ogni conflitto di interessi.
e.romano
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