Metalmeccanici/ Uilm: Fiom non è Godot, non la aspettiamo più

Metalmeccanici/ Uilm: Fiom non è Godot, non la aspettiamo più

Roma, 15 mag. (TMNews) – “La Fiom non è Godot. Se fosse stata quella misteriosa figura descritta dallo scrittore irlandese Samuel Beckett, avremmo avuto l’ardire di attendere ancora un pò.Ma il macchinista che guida quella folle corsa non ci ispira fiducia e non arriverà più col suo treno.Il segretario generale della Uilm, Rocco Palombella ha ribadito oggi la rottura profonda con le ‘tute rosse’ dei metalmeccanici Cgil “che continuano la loro folle corsa all’indietro”.

“Abbiamo atteso invano. Non abbiamo commentato volutamente il danno dello sciopero generale proclamato dalla Cgil lo scorso 6 maggio, ed in particolare le risultanze di quanto registrato nelle fabbriche nello stesso giorno. La segretaria generale della Cgil – ha denunciato Palombella- col suo sciopero in solitaria ha vanificato ogni possibilità di dialogo con le altre due confederazioni. Susanna Camusso era con Luigi Angeletti e Raffaele Bonanni sul palco di Marsala nella Festività del Primo maggio; ma solo cinque giorni dopo comiziava da sola dalla tribuna di Napoli. Gli effetti di questo comportamento sono stati colti al volo dalla dirigenza nazionale della Fiom. Nonostante, e ora possiamo certificarlo con vigore, quello sciopero solitario fosse stato un “flop” nelle piazze, nei luoghi di lavoro e, per quanto ci riguarda da vicino, soprattutto nelle fabbriche, il “treno” dei metalmeccanici della Cgil ha continuato nella sua folle corsa”.

“Per quanto ci riguarda – ha sottolineato ancora il segretario generale Uilm- continueremo la nostra politica di messa in sicurezza degli stabilimenti metalmeccanici sul territorio nazionale, perché questo è lo scambio che ci è permesso attualmente con le imprese: accordi tendenti a far rimanere il lavoro in Italia, perché senza di questo non ci possono essere diritti. Dopo la marea di bugie e falsità mossa

dalla Fiom subito dopo le intese con Fiat per Pomigliano e Mirafiori, ora la vicenda di Grugliasco fa capire che quella subito da Fim e Uilm era un’imponente propaganda politica senza alcun riscontro oggettivo. Ora la Fiom spiegasse ai suoi iscritti, oltre i confini della “torre d’avorio” di un blindato Comitato centrale, che quello che è buono per Grugliasco, non lo è per Pomigliano e Mirafiori.

Pol/Rcc

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