VARESE Varese deve restare la città Giardino, parola del re Bosino. Nell’anniversario dei suoi venti anni di reggenza, il poeta dialettale Natale Gorini, è stato molto buono al termine della sfilata di carri che ha radunato migliaia di persone in città.
Ha lasciato da parte le pungenti frecciatine nei confronti dell’operato dell’amministrazione. E ha concentrato il suo discorso, dal palco di piazza Repubblica, sul futuro di Varese e sui temi cari ai varesini.
«Ci sono state discussione sul tirar via il pino di piazza Monte Grappa – ha esordito – Se volete il mio parere, lasciatelo stare dov’è. È quasi come un simbolo della città giardino». Sarebbe un errore anche lasciar scomparire un altro albero simbolo di Varese: il piantone di via Veratti. «Come tutti i vecchi è malandato. Ma stategli dietro e curatelo, che deve durare altri cento anni». E per non far perdere a Varese il primato di città giardino, occorrerebbe anche rivedere il progetto delle stazioni. «Sarebbe anche ora che le unificassero – ha specificato – ma hanno tirato in ballo un progetto studiato da un team di architetti con dentro i grattacieli di trenta e più piani. Come se fossimo in centro Milano».
Varese, però, è la città dei giardinetti, delle piante e dei fiori. Del campanile del Bernascone che fa da cornice alle montagne del Campo dei Fiori e del Sacro Monte. «Far su i grattacieli sarebbe come rovinare il capolavoro di un artista nato cent’anni fa». Bisognerebbe prima pensare a sistemare quello che già c’è. Come «i bocc par tera», le buche per la strada. L’unico sassolino dalla scarpa che si è tolto, l’ha rivolto al vicesindaco Carlo Baroni, che però ieri non era sul palco.
«Ce ne sono in giro un sacco di buche: piccole, grandi e profonde – ha fatto notare – E ce ne sono dappertutto. Sui marciapiedi, nelle piazze, per strada e c’è perfino qualche crepa sotto i portici. Roba che se qualcuno va in giro senza stare attento, il meglio che gli può capitare è di sbucciarsi un ginocchio».
Il re Bosino ha poi salutato tutti i presenti e ha riconsegnato le chiavi della città. Con il suo discorso si è quindi conclusa la settimana di festeggiamenti del Carnevale. «Ci vediamo l’anno prossimo – ha concluso – Vi lascio con l’augurio che vi vada tutto bene. E anche se qualcosa dovesse andare storto, non lasciatevi andare, ma uscite a fare una passeggiata. Perché è meglio consumare le scarpe che le lenzuola».
s.bartolini
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