Milano, operaie cinesi denunciano: 18 ore lavoro in laboratorio


Milano, 9 set. (Apcom)
– Fino a 18 ore al giorno, sette giorni alla settimana, chine sulla macchina da cucire in un piccolo laboratorio clandestino di maglieria e confezioni, con pause da 10 minuti per consumare i tre pasti giornalieri che gli venivano somministrati e una brandina poco distante dalle loro postazioni di lavoro per dormire dalle tre di notte alle otto del mattino. Queste le condizioni di lavoro denunciate ai carabinieri da due operaie cinesi di 40 e 47 anni, irregolari in Italia, impiegate in una “fabbrichetta” a gestione familiare allestita in un condominio di via Pascarella, nel popolare quartiere di Quarto Oggiaro a Milano.

Sfinite dai ritmi di lavoro forsennati, le due donne, una delle quali soffre di problemi di cuore, hanno lasciato disperate il lavoro quest’estate, quando il caldo all’interno di quel bugigattolo pieno di vestiti e stoffe aveva reso l’aria irrespirabile. E coraggiosamente hanno deciso di denunciare chi sfruttava loro e altre tre persone, tutti pagati a cottimo 3 euro per un abito finito e 50-60 centesimi per un pantalone cucito. Riuscivano a guadagnare circa 800 euro al mese, con due giorni su trenta di libera uscita.

Alp

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