Milano, 29 apr. (Apcom) – Marian Mortu, il nomade 38enne senza fissa dimora, di origine romena, morto intorno alle 21 di lunedì scorso dopo aver urtato violentemente contro un treno interregionale in via San Cristoforo a Milano, è stato assassinato. A spiegarlo ai carabinieri è stato un 25enne cittadino egiziano che ha così smentito la ricostruzione fatta sul momento che indicava come il romeno fosse deceduto per un incidente.
L’egiziano, che si trova ora a San Vittore in stato di fermo con l’accusa di omicidio, è stato fermato intorno alle 22.30 sempre in zona San Cristoforo dai carabinieri, intervenuti per sedare una rissa tra l’uomo e un gruppo di cittadini romeni, che alla vista dei militari si erano dileguati. Portato in caserma, l’egiziano che al momento era senza scarpe e risulta irregolare e senza fissa dimora, ha spiegato che i romeni volevano vendicare la morte del loro connazionale. Di fronte alle insistenze dei carabinieri, l’uomo ha spiegato che intorno alle 21 stava pregando vicino ai binari quando Mortu si è avvicinato e ha incominciato a insultarlo dicendogli “che c…o preghi il tuo Dio di m…a” e a questo punto l’egiziano lo avrebbe colpito con un calcio al quale il romeno avrebbe risposto con un pugno. Ne è nata una violenta colluttazione al culmine della quale l’uomo ha spinto la vittima contro un treno che passava in quel momento. Secondo i carabinieri l’uomo sarebbe morto sul colpo dopo aver urtato violentemente il capo contro uno dei vagoni.
Con grande lucidità e tranquillità, prima davanti ai miliari poi il giorno seguente davanti al magistrato, il cittadino egiziano, descritto come religiosissimo, avrebbe ricostruito con precisione i dettagli dell’omicidio ribadendo più volte il suo acceso odio contro i romeni, affermando ripetutamente che “vengono in Italia per chiedere l’elemosina e rubare”, e che “dalla terra vengono e alla terra devono ritornare”.
I carabinieri stanno ora cercando di rintracciare i connazionali della vittima, probabili testimoni del delitto perchè vivono in un piccolo insediamento abusivo proprio vicino al luogo del delitto. Non è escluso che il magistrato possa contestare al fermato l’eventuale aggravante di aver agito per motivi di odio razziale.
Alp/Sar
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