Milano tra le province con più infortuni ‘in itinere’, tra casa e lavoro: lo studio dell’Inail

Il rapporto segnala inoltre una crescita generale del fenomeno, con un aumento dell’8,8% tra il 2022 e il 2024 e un ulteriore +3,2% nei dati provvisori del 2025 (foto d'archivio)

MILANO – Gli spostamenti quotidiani verso il lavoro continuano a rappresentare un punto critico per la sicurezza dei lavoratori italiani. Una ricerca della Fondazione studi dei consulenti del lavoro, realizzata con Inail, segnala che gli infortuni in itinere restano elevati su scala nazionale. Nel 2024 Roma guida la classifica con 9.444 casi, ma tra le province più colpite compare anche Milano, insieme a Firenze, Genova e Torino.

Il fenomeno riguarda gli incidenti avvenuti nel tragitto tra abitazione e luogo di lavoro e incide in modo significativo sul totale degli infortuni. Nel caso della Capitale, il dossier evidenzia anche un dato sui decessi: 86 morti nel triennio 2022-2024, pari al 35,5% delle vittime complessive legate all’attività lavorativa. Lo studio sarà presentato integralmente al Festival del lavoro.

A livello territoriale emerge un quadro disomogeneo: il Lazio registra l’incidenza più alta, mentre per i casi mortali spicca il Veneto, seguito da Lazio e Friuli Venezia Giulia. Il rapporto segnala inoltre una crescita generale del fenomeno, con un aumento dell’8,8% tra il 2022 e il 2024 e un ulteriore +3,2% nei dati provvisori del 2025.

Il dossier evidenzia anche il ruolo dell’età media degli occupati, con una maggiore vulnerabilità degli over 55, e la limitata diffusione dello smart working in Italia rispetto alla media europea. Un fattore che, secondo lo studio, incide sulla persistenza degli spostamenti quotidiani e quindi sul rischio di infortuni in itinere.