Mille firme per salvare i cavalli «Stanno male e non si fa nulla»

VARESE Sono state già raccolte più di mille firme per salvare le scuderie di via Galdino. La petizione è ancora in corso. È stata promossa dagli artieri e si rivolge ai varesini «che vogliono tenere scuderie e galoppo all’ippodromo di Varese».

Continua, dunque, il braccio di ferro tra gli artieri e Guido Borghi, presidente della Società incremento corse cavalli. Secondo gli artieri sgomberare le scuderie rappresenta il primo passo per chiudere tutto l’ippodromo e realizzarci altro, magari un complesso immobiliare. Secondo Borghi, invece, chiudere le scuderie è una decisione imposta dai conti economici e dal difficile momento che sta attraversando l’ippica italiana.

I toni della protesta degli artieri si fanno sempre più accesi. Sul muro dell’ippodromo è comparso un lenzuolo con scritto “Borghi apri le piste, stanno morendo 120 cavalli”.

«Due dei miei hanno già avuto le coliche – spiega Emilio Premoli, un allenatore – Sono riuscito a salvarli, ma la situazione è tesa. Il problema è che Borghi non rifà la pista per il galoppo, che è ancora coperta di neve. E questo malgrado rifare la pista sia un suo compito, per il quale dall’Unire riceve dei fondi. I cavalli, di conseguenza, devono rimanere rinchiusi nei box e non possono allenarsi. Abbiamo tentato di risolvere la situazione dando loro cibo poco calorico, così da favorire la digestione. Ma gli animali sono molto nervosi e non sappiamo fino a quando potranno rimanere nei box. Possiamo portarli solo al passo e al trotto, cosa che per cavalli-atleti abituati a correre non è sufficiente».

Tra le azioni di protesta sono previste anche delle affissioni ai semafori della città, sempre contro Borghi. «La petizione sta dando buoni frutti – continua Premoli – Abbiamo riscontrato da parte dei cittadini un interesse crescente su questo tema, dimostrano di essere affezionati alle scuderie».

Gli artieri tengono anche a precisare che «l’idea di Borghi di portare il trotto è irrealizzabile, tanto che la stagione è regolarmente cominciata a Milano». La raccolta firme è attiva in diversi pubblici esercizi, tra cui il bar con edicola davanti all’ippodromo, Binetti a Sant’Ambrogio, Panorama al Sacro Monte. Anche in scuderia c’è un punto di raccolta firme promosso dagli inquilini delle palazzine di via Galdino. «Le stesse che tutti pensavano essere in conflitto con noi» precisa Premoli.

Altri bar hanno chiesto di ospitare la petizione e chi già se ne è fatto promotore ha chiesto di avere nuovi fogli per raccogliere ancora più firme. Presto ci sarà anche un gazebo in piazza Monte Grappa. Premoli, in settimana, vuole essere ricevuto dal sindaco Attilio Fontana: «Gli chiederò che venga sospesa la concessione dell’ipodromo per evidenti inadempienze».
Adriana Morlacchi

s.bartolini

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