– Minaccia con un coltello moglie e figlio: arrestato dagli agenti della polizia di Stato. L’uomo, cingalese di 45 anni, è accusato di maltrattamenti: la violenta aggressione è avvenuta nel piazzale della stazione delle Ferrovie Nord sotto gli occhi di passanti e pendolari. E sono stati proprio i testimoni di quella scena folle a chiamare il 112 segnalando quanto stava accadendo sotto i loro occhi.
Gli agenti della squadra Volante della polizia di Stato sono arrivati in pochissimi istanti: le pattuglie sono costantemente impegnate nel monitoraggio del territorio e la zona delle stazioni è sempre sorvegliata speciale. I poliziotti hanno istantaneamente individuato le vittime dell’aggressione: madre e figlio erano atterriti, la donna era in lacrime. È stato il figlio a spiegare ai poliziotti quanto era appena accaduto. Il padre, ubriaco fradicio, li aveva raggiunti e minacciati di morte brandendo un coltello. “Vi ammazzo, vi ammazzo”, l’uomo biascicando e gridando si era parato loro davanti in preda ad una spaventosa furia alcolica. Le ragioni dell’aggressione restano al momento indefinite. Gelosia immotivata, frustrazione personale, problemi sul lavoro. Forse una somma di tutto; certo la violenza è stata amplificata dal fatto di essere molto ubriaco.
Si scoprirà poi che sia l’abuso di alcol, sia il ricorso alla violenza nei confronti della moglie e del figlio erano purtroppo abitudini consuete del quarantacinquenne. Le due vittime hanno rischiato seriamente di essere accoltellate: il giovane ha riferito agli inquirenti che soltanto l’intervento di un terzo familiare aveva evitato il peggio. Un intervento provvidenziale che aveva placato, almeno momentaneamente, il padre orco. L’incubo però era soltanto all’inizio. Una volta tornati a casa, le vittime hanno tentato di entrare nel loro appartamento ma si sono accorti che la porta era chiusa dall’interno con la chiave lasciata inserita nella toppa.
Impossibile dunque riuscire ad entrare: il padre infatti anticipandoli, era entrato nell’appartamento e vi si era barricato. Sul posto gli agenti della Volante, che hanno ovviamente scortato a casa madre e figlio per verificare la situazione e cercare il quarantacinquenne, hanno cercato vanamente di entrare nell’alloggio e soltanto lo spirito di iniziativa di un poliziotto, arrampicatosi sino al primo piano riuscendo ad entrare attraverso una
finestra aperta, ha permesso di aprire la porta dall’interno permettendone l’accesso e constatando che il quarantacinquenne si era profondamente addormentato. L’alcol aveva vinto: dopo il violento sfogo l’uomo ha ceduto al sonno. L’aggressore è stato svegliato a fatica. Il suo atteggiamento non era cambiato: nonostante in casa vi fosse la polizia il marito e padre violento ha continuato a insultare e minacciare di morte i familiari.
Un rapido controllo ha accertato, tra l’altro, che nei confronti dell’uomo erano già state sporte numerose denunce per reati contro la famiglia. Tanto che sulla sua testa pendeva il divieto di avvicinarsi alla moglie, provvedimento deciso dal Tribunale di Varese. Ordine restrittivo che, come i fatti hanno ampiamente dimostrato, l’uomo aveva disatteso. Per lui sono scattate le manette: il quarantacinquenne è stato accompagnato nel carcere dei Miogni. Per moglie figlio l’incubo è finalmente finito.













