Mister Lerda si confessa Dalla Pro Patria al Toro

Mister Lerda si confessa Dalla Pro Patria al Toro

BUSTO ARSIZIO Da un sogno mancato a un sogno realizzato. In mezzo un anno, e non un’eternità. Il 21 giugno 2009 Franco Lerda era sulla panchina della Pro Patria: una data che avrebbe dovuto segnare la storia tigrotta con il ritorno in serie B dopo quarantratre anni e la promozione sul campo di un allenatore che aveva incantato con il suo gioco stellare. Purtroppo sappiamo tutti come finì. A trecentosessantacinque giorni di distanza l’ex trainer biancoblù vive un sogno che aveva dentro da sempre, colorandosi di granata: da giovedì scorso è l’allenatore del Torino. E’ la società nella quale, ancora ragazzo, ha trovato alimento per crescere nel calcio che conta. E ora da uomo maturo vi ritorna per ripagare il club con quegli stessi insegnamenti assorbiti al Filadelfia, e che invece nelle sue ultime stagioni il Torino sembra invece aver smarrito.C’è un

Torino da riportare in serie A per farcelo rimanere stabilmente. E chi lo potrebbe fare, se non uno dei suoi figli che ha fatto la legna in giro per l’Italia con la scure affilata di quel glorioso stadio? «Prima della promozione o di qualsiasi altro risultato occorre creare le condizioni per arrivare al risultato – chiosa Lerda, il saggio – e questo è possibile se giochiamo bene, facendo divertire la gente. Quella stessa gente che, a sua volta, ti trasmette entusiasmo, dando stimoli a tutti noi che siamo sul campo.Una bella faticaccia, mister, considerando le delusioni della piazza granata che si deve sorbire un altro anno di serie B.La fatica, intesa come pressione, fa parte del mio mestiere. Ne sono consapevole, ma ritengo che sia anche interessante lavorare in un ambiente che sai che ti può dare carica, aiutandoti a raggiungere i risultati.

e.romano

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