È stato identificato il corpo dell’uomo trovato senza vita dopo essere precipitato da una finestra al quarto piano di un palazzo di via Nerino, nel cuore di Milano, nel tardo pomeriggio di venerdì 23 gennaio. Si tratta di Alexander Adarich, 54 anni, ex banchiere ucraino con cittadinanza anche romena, da anni top manager di una società immobiliare con sede in Lussemburgo.
L’ipotesi principale al vaglio degli investigatori, coordinati dal pubblico ministero Rosario Ferracane, è quella dell’omicidio. Secondo i primi riscontri, infatti, Adarich potrebbe essere stato già morto prima di cadere nel vuoto per circa 15 metri e qualcuno lo avrebbe gettato dalla finestra di un bed & breakfast di lusso per inscenare un suicidio. Resta però ancora oscuro il movente.
L’allarme e l’uomo misterioso
A dare l’allarme, intorno alle 19, è stata la portinaia dello stabile. La donna ha riferito agli agenti di aver visto un uomo affacciarsi a una finestra del quarto piano quando il corpo di Adarich era già a terra, privo di vita. Poco dopo, la stessa persona sarebbe scesa nel cortile, avrebbe chiesto in inglese cosa fosse successo e si sarebbe poi allontanata, facendo perdere le proprie tracce.
Quando la polizia è entrata nell’appartamento, affittato tramite la piattaforma Airbnb, ha trovato diversi documenti con fotografie della vittima, ma con indicazioni di nazionalità differenti. Inoltre, l’alloggio non risulta intestato ad Adarich, dettaglio che rafforza l’ipotesi che il 54enne fosse stato convocato lì da qualcuno per un incontro.
Un incontro dai contorni oscuri
Secondo gli investigatori, al momento della caduta nell’appartamento potrebbero essere presenti più persone. Adarich era arrivato a Milano proprio la mattina del 23 gennaio: era la sua prima visita in città e avrebbe dovuto ripartire la sera stessa. Un soggiorno brevissimo, compatibile con un appuntamento mirato, forse d’affari.
Nato a Pavlohrad, vicino a Dnipro, Adarich aveva costruito una carriera di alto livello nel settore bancario. Aveva iniziato nel 1993 con la PrivatBank, arrivando a ricoprire il ruolo di vicedirettore del più grande ufficio regionale a Kharkiv. Nel 2006 era diventato presidente del consiglio di amministrazione della UkrSibbank e, nel 2012, era passato alla Fidobank, di cui era stato proprietario fino al 2020.
La banca era poi stata liquidata dal governo ucraino dopo il coinvolgimento in una presunta appropriazione indebita di circa 8 milioni di euro. Dopo quella vicenda, Adarich era riemerso nel mondo degli affari attraverso società con sede in Lussemburgo e in altri paradisi fiscali.
Le indagini e l’autopsia
Gli inquirenti stanno ora ricostruendo nel dettaglio gli spostamenti e i contatti avuti dal 54enne nelle ore precedenti alla morte, nel tentativo di chiarire perché si trovasse in quell’appartamento di via Nerino. Non si esclude che l’incontro potesse riguardare la chiusura di un affare, forse anche di natura illecita.
Determinanti saranno gli esiti dell’autopsia, che dovrà stabilire se Alexander Adarich sia morto a causa dell’impatto con il suolo o se il decesso sia avvenuto prima della caduta, confermando così l’ipotesi di un omicidio mascherato da suicidio. Un giallo internazionale che, per ora, resta avvolto nel mistero.













