Muro di gomme alla Schiranna Ancora uno schiaffo al lago

Muro di gomme alla Schiranna Ancora uno schiaffo al lago

VARESE Gomme. Per lo più di utilitarie, incastonate a ghirlanda in una rivetta a poco più di un centinaio di metri dal cartello stradale che indica la località Schiranna. Per intenderci, a sinistra dopo il rotondone, in direzione Oltrona al lago, si imbocca la pista ciclabile e all’altezza del nuovo “Caravà bar”, ancora con insegna provvisoria, e si può godere dell’insolito spettacolo di un “muro di gomma” vero e proprio, con parecchi pneumatici d’automobile che escono dalla terra come neri pitoni. La segnalazione è arrivata da Paolo Parini, medico varesino appassionato di footing, che spesso al mattino percorre la ciclabile per allenarsi: «Proprio dietro il baretto, l’argine del torrente che scorre a lato della pista è imbottito di copertoni. Le piogge e lo smottamento del terreno li hanno fatti affiorare, ma probabilmente in profondità ce ne sono molti di più», ci ha riferito. Diversi anni fa, al posto del piccolo bar che dà sulla provinciale Sp1, c’era infatti un distributore di benzina con servizio gomme.«Vado spesso da queste parti a camminare e correre», prosegue il medico, «e noto parecchia incuria, nonché un proliferare di rifiuti di ogni genere ai lati della pista ciclabile. Dopo il ristorante “Volo a Vela”, vicino a un grande albero dove è posizionato un contenitore per la raccolta dei rifiuti, c’è una piccola costruzione ricoperta, a me sembra, da una tettoia in eternit, quindi con un potenziale pericolo amianto». Al “Caravà bar”, aperto lo scorso agosto, nessun commento alla rivetta farcita di gomme, «non ce ne siamo accorti e comunque non abbiamo compiuto lavori di scavo

al di là del perimetro del nostro terreno. Il benzinaio non c’è più da almeno quindici anni, prima della nostra ristrutturazione era rimasto un rudere in completo disfacimento».Al bar si accede finora soltanto dalla superstrada, con un ingresso decisamente pericoloso per i pedoni, ma è in progetto, e la Regione avrebbe già dato il benestare, la costruzione di un ponticello proprio nel punto dove gli pneumatici tracimano dal terreno, per facilitare l’accesso a chi percorre la pista e vuole ristorarsi. Oltre al campionario di gomme usate, ai lati del torrente fanno bella mostra di sé pezzi di tubi di plastica, lamiere ondulate arrugginite, sacchetti e perfino scarpe rotte, e ciò dimostra ancora una volta la mancanza di senso civico di molti, che vedono ancora la natura come una grande discarica, capace, prima o poi, di guarire da sé dai guasti provocati dall’uomo.«Qualche mese fa rimasi addirittura sconcertato, dopo aver visto galleggiare sulle acque, in prossimità della riva, una massa candida rivelatasi poi come carta igienica. Uno scarico fognario, per le forti piogge, aveva scolmato nel lago portando con sé liquami e rifiuti di ogni genere», spiega il dottor Parini.Uno stinto biglietto da visita per il nostro lago, ancora malato dentro e fuori, malgrado i molti, inutili, tentativi di risanamento, finora messi in atto con grande dispendio economico. E il “muro di gomma” della Schiranna, è lo specchio di una realtà fatta troppo spesso di parole e vuote promesse elettorali nei confronti di un bacino di grande suggestione paesaggistica, visto troppo spesso come una bella cartolina da ammirare mantenendosi a distanza.Mario Chiodetti

s.bartolini

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