Nasce RITMO, il progetto transfrontaliero per proteggere l’Insubria dai rischi climatici

Italia e Svizzera uniscono competenze scientifiche e territoriali per difendere paesaggio, ambiente e comunità montane dagli effetti del cambiamento climatico. Al centro ricerca, prevenzione e nuovi strumenti per gestire il rischio idrogeologico.

Ha preso ufficialmente il via RITMO – Rischi idrogeologici e cambiamenti climatici: salvaguardia del patrimonio paesaggistico e culturale nel territorio montano dell’Insubria, il progetto sostenuto dal programma Interreg Italia–Svizzera che coinvolge università, enti di ricerca e realtà territoriali dei due Paesi.

La presentazione si è svolta oggi, mercoledì 11 febbraio 2026, all’Università degli Studi dell’Insubria nella sede di Como, durante il kick-off meeting inaugurale: la mattinata è stata aperta al pubblico, mentre il pomeriggio ha visto il confronto operativo tra i partner coinvolti.

Capofila italiano è l’Università degli Studi dell’Insubria, rappresentata dal prorettore Umberto Piarulli insieme a docenti e ricercatori dell’ateneo, mentre sul fronte svizzero il coordinamento è affidato alla SUPSI. Tra i partner figurano inoltre il Parco Campo dei Fiori, diretto da Giancarlo Bernasconi, FLA – Fondazione Lombardia per l’Ambiente, guidata da Stefano Clerici, la Comunità Montana del Piambello, le Guide ufficiali del Monte San Giorgio e l’Associazione Lepontini.

Obiettivo centrale del progetto è la definizione di una metodologia interdisciplinare innovativa e la creazione di strumenti a supporto delle decisioni pubbliche per migliorare conoscenza e gestione del rischio idrogeologico, mettendo in relazione aspetti ambientali, paesaggistici, culturali e socioeconomici. Un percorso complesso che prenderà forma attraverso azioni operative e cantieri sperimentali sul territorio, con l’intento di sviluppare modelli replicabili anche in altri contesti montani.

Per il Parco Campo dei Fiori, RITMO rappresenta un passaggio strategico nella valorizzazione e pianificazione dell’area, in particolare nella zona di Villaggio Cagnola. Il progetto consentirà infatti di mettere a sistema oltre vent’anni di interventi e studi, dotando il territorio di strumenti tecnici ed economici utili a orientare le scelte future e a rafforzare il coinvolgimento della comunità locale in un’area di grande pregio naturalistico ma anche particolarmente fragile e vulnerabile.