Negozi di vicinato in calo: Lombardia tra le regioni più colpite

Negli ultimi dieci anni il commercio di prossimità in Italia ha subito una contrazione significativa. Secondo i dati elaborati da Nomisma, oltre 86.000 negozi di vicinato hanno chiuso i battenti, con un saldo negativo che supera le 106.000 unità rispetto al picco registrato nel 2018.

La Lombardia non fa eccezione. Tra il 2015 e il 2025 il saldo è negativo per quasi 13.000 attività (-12.978), con differenze marcate tra le province. A pagare il prezzo più alto è Brescia, con oltre 3.100 negozi in meno, seguita da Bergamo (-1.840), Varese (-1.602), Mantova (-1.412) e Pavia (-1.237). Più contenuta la flessione a Milano (-755).

Non è solo un dato economico preoccupante, ma il segnale di città che si svuotano e di comunità che perdono punti di riferimento. Il declino del commercio locale, infatti, incide direttamente sulla qualità della vita urbana e sulla coesione sociale.

Un settore in trasformazione

Nel complesso, il numero delle imprese attive nel commercio locale è diminuito del 6,7% a livello nazionale, con il 2025 che segna il punto più basso del decennio. In Lombardia la contrazione media è del -7,8%, con picchi negativi a Mantova (-19,9%), Brescia (-13,7%) e Pavia (-13,2%). Milano limita le perdite al -1,3%.

Nonostante il calo delle attività, cresce il numero degli addetti. In Lombardia l’occupazione nel settore è aumentata del 21% negli ultimi dieci anni, con quasi 78.500 lavoratori in più e un totale che nel 2025 sfiora le 452.000 unità. Le crescite più rilevanti si registrano a Milano (+27,3%), Como (+27,1%) e Bergamo (+26,4%).

Settori: crolla il commercio tradizionale, cresce la ristorazione

A soffrire maggiormente sono i negozi legati a cultura e svago e al comparto tessile-abbigliamento, penalizzati anche dalla concorrenza dell’e-commerce e dal calo dei consumi. In difficoltà anche attività storiche come ferramenta, gioiellerie e negozi di mobili.

In controtendenza la ristorazione, che si conferma il settore più dinamico, insieme al commercio di articoli per l’edilizia e ai servizi legati alla cura della persona.

Ricavi in aumento, ma cresce il divario

Le imprese che hanno resistito registrano, in media, una crescita dei ricavi: +37,6% a livello nazionale e +31,3% in Lombardia tra il 2015 e il 2024. Tuttavia, questa crescita non è uniforme: le grandi realtà si espandono, mentre i piccoli esercizi fanno sempre più fatica a sostenere i costi, ampliando il divario competitivo.

Il paradosso dei costi

A complicare ulteriormente il quadro è la dinamica immobiliare. Se da un lato i prezzi di compravendita dei negozi sono diminuiti (in Lombardia -5,1% medio), dall’altro i canoni di affitto sono aumentati sensibilmente (+16% regionale). Incrementi particolarmente elevati si registrano a Bergamo (+27,2%) e Varese (+23,1%).

Questo squilibrio rappresenta una delle principali cause di uscita dal mercato per molte attività di prossimità.

Una sfida per il futuro delle città

Secondo Nomisma, la desertificazione commerciale non è solo una questione economica, ma un fenomeno che mette in discussione il modello stesso di città. Per invertire la tendenza, sarà necessario un impegno congiunto tra istituzioni e operatori privati, puntando su nuove strategie e modelli sostenibili capaci di rilanciare il commercio locale e rafforzare il tessuto sociale dei territori.