Nei negozi e durante la messa Ovunque si chiede un aiuto

Nei negozi e durante la messa
Ovunque si chiede un aiuto

Chiedono l’elemosina per strada, nei negozi e adesso anche in Chiesa, durante la messa. Sono sempre di più i questuanti in città: stranieri, ma anche italiani che hanno perso il lavoro e chiedono la carità.

È un fenomeno che è progressivamente aumentato negli ultimi mesi e che ormai non coinvolge più solo gli stranieri. Sono tantissimi i questuanti che durante il giorno si aggirano per il centro città elemosinando un aiuto.

Ai soliti stranieri, a cui ormai si era fatta anche abitudine, si sono aggiunti i nuovi poveri. Italiani che hanno perso il lavoro e che, disperati, non hanno altra scelta che rivolgersi alla carità degli altri.

Lo fanno con più discrezione degli stranieri, che sostano sotto i portici con scatole e cappellini per raccogliere le offerte. Lo fanno silenziosamente entrando nei negozi e spiegando ai commercianti le difficoltà del momento che stanno attraversando.

La storia è sempre la stessa: il lavoro che è venuto a mancare, i risparmi che sono progressivamente finiti e in molti casi una famiglia da mantenere.

Alcuni chiedono soldi, per mangiare. Altri si propongono per i lavori più disparati: lavavetri, ripara claire o tuttofare. La maggior parte chiede un lavoro, perché la volontà di fare non manca.

Ma sono diventati talmente tanti e in breve tempo, che aiutarli tutti non è più fattibile e ignorare il fenomeno è diventato impossibile.

Lo hanno notato i commercianti, ma anche i varesini che frequentano la Chiesa. In Basilica a San Vittore, è da tempo che i fedeli lamentano la presenza di persone che si affiancano durante la funzione e con discrezione allungano la mano in segno di carità. «Siamo a conoscenza della presenza di questuanti nei pressi delle nostre chiese – spiega monsignor , prevosto e parroco della basilica di San Vittore Martire – Talvolta riescono a entrare, sfuggendo alla vigilanza dei sacrestani che solitamente li invitano a uscire. L’abbiamo fatto presente anche alle autorità, ma ovviamente quando vedono arrivare le forze dell’ordine s’allontanano».

Il consiglio che monsignor Donnini dà ai fedeli è quello di «non dare denaro a queste persone – aggiunge – perché si instaura un circolo vizioso fine a se stesso». L’invito è piuttosto quello di «indirizzarle alla Caritas che cercherà di fare il possibile, verificando le reali necessità delle persone».

Sì, perché se i nuovi poveri sono in aumento e il fenomeno dell’accattonaggio dilaga, è anche vero che i professionisti della questua sono sempre in agguato.

«Nell’ultima settimana gli agenti della Polizia Locale hanno registrato 18 sanzioni di violazione al regolamento e tutte a carico di persone di nazionalità romena – spiega l’assessore alla Sicurezza – Sono state fatte multe (100 euro è la sanzione prevista) e confiscati i proventi dell’elemosina: in media dai dieci ai tre euro».

Sono state anche inoltrate due denunce nei confronti di due cittadine rumene che non hanno ottemperato all’ordine del questore di non far rientro a Varese per i prossimi tre anni: «Avevano ricevuto il foglio di via a seguito di precedenti fermi – aggiunge Piatti – che risalivano uno a ottobre e uno a giugno del 2012».

E per un’altra romena è stato emesso il foglio di via. «Sappiamo che, con la bella stagione, questi fenomeni aumentano – conclude – Per questo c’è grande attenzione per i servizi di contrasto alla questua nel centro città».

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