Nessuno paga il risarcimento «Pignorate i conti al Comune»

Nessuno paga il risarcimento
«Pignorate i conti al Comune»

Gli spetta un risarcimento da 1,6 milioni di euro per l’incidente che costò la vita a loro figlio. Ma il comune e l’assicurazione non pagano. E così e
hanno deciso di pignorare i conti correnti delle due istituzioni. È trascorso quasi un decennio dall’incidente che provocò la morte di , fatto di cronaca che all’epoca finì su tutti i giornali. Era il 30 giugno del 2004 e il ragazzo, in sella alla sua moto, stava arrivando in città da Samarate, dove viveva, percorrendo via Checchi. Ovvero una parallela di via Torino, che lambisce il centro storico di Arnate.

Lo schianto fatale avvenne in largo Pasta. Qui gli operai erano al lavoro per la costruzione della tangenzialina, ovvero l’allargamento a due corsie per senso di marcia del tratto che va da via Pietro da Gallarate a via Aleardi, con spartitraffico centrale.

In particolare, stavano realizzando la rotatoria che ancora oggi regola il traffico all’incrocio con via Checchi e via Magenta. Il giovane finì dritto all’interno del cantiere e per lui non ci fu nulla da fare. Tre anni dopo, nell’aprile del 2007, i genitori di Marco si rivolsero alla Procura della Repubblica di Busto Arsizio, sostenendo che la presenza degli operai non era segnalata in maniera corretta. E chiedendo un risarcimento pari a 1,6 milioni di euro.

Richiesta che venne discussa ed accolta cinque anni più tardi nella sezione distaccata del tribunale di Gallarate.

Da allora sono passati due anni, però, e ancora i coniugi Aldasio non hanno visto un euro. Già lo scorso anno presentarono un sollecito, rimasto lettera morta. E così ad aprile sono tornati a bussare a Palazzo, questa volta con un’istanza di pignoramento dei conti correnti. O di una somma pari a una parte di quella dovuta.

«Per quanto riguarda il comune, si tratta di 400mila euro», spiega il sindaco , «noi abbiamo ovviamente incaricato il legale dell’assicurazione, che ancora non ha liquidato la famiglia, di resistere in giudizio e opporsi al pignoramento». Non saranno i gallaratesi a risarcire i genitori del motociclista scomparso dieci anni fa. All’epoca, infatti, Palazzo Borghi aveva sottoscritto una polizza con l’istituto Carige Assicurazioni. Ed è quest’ultimo che, materialmente, è tenuto a versare alla famiglia Aldasio il risarcimento per la perdita del figlio. «Il comune non ha messo a bilancio un euro per questo rimborso, che spetta all’istituto assicurativo», spiega il capo dell’esecutivo di centrosinistra. Carige si farà carico anche delle parcelle di , l’avvocato che sta seguendo la causa. Mentre il risarcimento alla famiglia resta fermo.

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