Niente pensione per nove presidi A Varese non ce ne sono abbastanza

Niente pensione per nove presidi
A Varese non ce ne sono abbastanza

Abiti in Lombardia e fai il dirigente scolastico? Non puoi andare in pensione.

Sono nove su sessantasette i presidi della provincia di Varese che sono stati “trattenuti in servizio”, cioè che, pur avendone i requisiti, non sono andati in pensione: perché la situazione dirigenze nella nostra regione è troppo drammatica per potersi permettere di perdere presidi in servizio.

In tutta la provincia solo una dirigente scolastica è andata in pensione: , fino a giugno preside alla Don Rimoldi di Varese-San Fermo, non ha potuto evitare di terminare il servizio.

«Gli altri – dice il provveditore, – hanno deciso di restare, perché l’emergenza non è stata certo risolta».

Infatti, dopo l’annullamento del concorso per i nuovi dirigenti scolastici lombardi, che l’anno scorso ha visto coinvolti anche una quarantina di professori varesini, la Lombardia è rimasta con il 40% delle scuole senza un preside.

Una situazione che si ripropone con le stesse proporzioni anche in provincia di Varese, e per cui l’unica soluzione possibile sono le reggenze, stabilite anche per l’anno 2013/2014 dall’Ufficio Scolastico Regionale.

«Una situazione ai limiti dell’assurdo – dice , referente varesina dei “presidi negati” – e che si sta trascinando dal punto di vista giudiziario: l’ultima sentenza del Consiglio di Stato, infatti, ha stabilito che i nostri scritti vengano riesaminati da capo, da un’altra commissione».

Gli aspiranti presidi, intanto, hanno deciso di fare causa al Miur perché, spiega Ferrario, «la sentenza riconosce all’amministrazione la colpa di aver acquistato le buste poco opache che hanno dato il via al ricorso che ha bloccato tutto. Chiederemo un risarcimento danni, perché avremmo dovuto esserci noi al posto dei reggenti».

Nel frattempo, solo venticinque dei sessantasette presidi rimasti in provincia sono riusciti a rimanere con la responsabilità di una sola scuola. Ci sono casi come : la scuola, nominalmente, è una sola, ma perché nella riorganizzazione degli istituti l’Itpa Casula e l’Itc Daverio di Varese sono stati accorpati.

Tutti gli altri presidi, invece, anche quest’anno scolastico dovranno dividersi tra due istituti. Il più delle volte le reggenze dello scorso anno sono state confermate, così da non dover ricominciare da capo, o, come è accaduto al Keynes di Gazzada, torna come reggente, dirigente che ha già lavorato nell’istituto e che si dividerà tra Gazzada e Olgiate Comasco.

Reggente in arrivo anche per la Don Rimoldi, che quest’anno avrà sotto di sé non solo la secondaria di primo grado di San Fermo, la Salvemini, la IV Novembre, la Sacco e la Collodi, ma anche la Righi, la Mazzini, la Cairoli e l’Addolorata di via Luini: sarà , dirigente dell’Istituto Comprensivo di Sumirago, a prendersi la responsabilità di una delle scuole più grandi e complesse del capoluogo.

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