Milano, 7 ott. (Apcom) – Smentendo i pronostici, che indicavano come grandi favoriti il keniota Ngugi e lo statunitense Cormac McCarthy, il Premio Nobel per la Letteratura 2010 è stato assegnato al romanziere peruviano Mario Vargas Llosa, da anni uno dei nomi più importanti della scena sudamericana e mondiale. Nato ad Arequipa, in Perú, nel 1936, Vargas Llosa ha respirato atmosfere cosmopolite fin da giovanissimo, vivendo oltre che nel suo Paese natale anche in Bolivia e quindi a Madrid e a Parigi, dove – come ogni autore che si rispetti – ha ricevuto una gran parte della propria educazione sentimentale di scrittore.
Il suo debutto letterario risale aLla fine degli anni Cinquanta (la raccolta di racconti “I capi” è del 1959), ma il suo primo libro importante arriva nel 1963, “La città e i cani”, ambientato nel collegio militare di Lima. Esuberante e prolifico, Vargas Llosa ha sempre alternato letteratura e impegno civile, arrivando anche a candidarsi alla presidenza del Perù, in opposizione al controverso Alberto Fujimori. Anticonformista anche in politica, in un continente dominato da figure dichiaratamente di sinistra come Gabriel Garcia Marquez e Isabel Allende, Vargas Llosa ha incarnato posizioni più di destra, seppur sempre in maniera personale. Da ricordare il suo giudizio positivo su Silvio Berlusconi, definito un “caudillo democratico”, sottovalutato all’estero.
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Lme
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