«Noi finiti? No, più forti»

Choc cinque stelle - La scomparsa del leader del movimento Gianroberto Casaleggio scuote Varese

– La scomparsa di scuote il Movimento Cinque Stelle. Attivisti e portavoce del Varesotto lo salutano con una voce sola: «Seguiremo il suo esempio e non molleremo. Lotteremo con i cittadini per cambiare in meglio questa società». Il deputato : «Andremo avanti, più forti di prima. Perché nel nostro Movimento non ci sono leader». La notizia della scomparsa del cofondatore Gianroberto Casaleggio si è diffusa nella mattinata di ieri, pubblicata sul blog di, e ha immediatamente generato una catena di reazioni tra tutti gli attivisti del Movimento Cinque Stelle, che hanno postato ricordi e pensieri di addio sui social network, su quella Rete che è la vera comunità dei “grillini”. «Gli italiani onesti gli saranno sempre riconoscenti» scrive l’aspirante candidato sindaco di Varese . «Ci ha lasciati il nostro Gianroberto – la nota inviata dagli eletti e dai militanti della provincia di Varese – Noi tutti attivisti e portavoce del territorio varesotto del Movimento 5 Stelle ci stringiamo attorno alla famiglia. Gianroberto ha sempre lottato fianco a fianco con tutti noi cittadini e non ha mai mollato, convinto che questa società si potesse cambiare in meglio e dal basso. Noi seguiremo il suo esempio e non molleremo. Ciao Gianroberto». La consigliera regionale fa sapere che la scelta fatta dal Movimento, in attesa del funerale di giovedì mattina alle 11 a Milano, è stata quella di tenere un «basso profilo», in linea con il carattere e l’indole dello stesso Casaleggio: «Era una persona estremamente schiva. Sarà per sempre nei nostri

cuori, ma lui per primo non vorrebbe avere troppo risalto». Il deputato Cosimo Petraroli, l’ultimo dei “grillini” eletti in provincia di Varese ad essere rimasto fedele alla linea ufficiale del Movimento, ricorda uno degli incontri faccia a faccia con il “guru”.«Pochi di noi hanno avuto il privilegio di conoscerlo personalmente – racconta Petraroli – A me è rimasto impresso un incontro casuale, in stazione a Roma, in occasione del raduno del Circo Massimo di un anno e mezzo fa. Mi strinse forte la mano e non me la lasciò per diverse manciate di secondi, e mi fissò dritto negli occhi. Lo vissi come un gesto di profondo ringraziamento per l’opera che stavamo portando avanti con tenacia». Per gli attivisti “grillini” Casaleggio lascerà sicuramente un vuoto, ma non ci saranno grandi cambiamenti, anche perché di fatto l’eredità l’aveva già preparata con la creazione del “direttorio”. «Qualcuno pensa che il figlio prenderà il suo posto, ma io non credo che potrà avere lo stesso ruolo. Di certo c’è solo che la vita del Movimento va avanti, ora più forti di prima – ne è sicuro Cosimo Petraroli – Gianroberto Casaleggio è stato uno dei fondatori, ma non è mai stato un leader». «Quest’ultimo è un termine che gli è stato affibbiato dai giornalisti, ma che non fa parte dello spirito del Movimento, che è quello secondo cui “uno vale uno”. Noi in Parlamento infatti seguiamo il programma che abbiamo sottoscritto all’atto della candidatura e ci rifacciamo agli esiti delle votazioni online, non abbiamo leader».