Noi non abbiamo bisogno di festeggiare l’8 marzo. Le donne protagoniste sul giornale ogni giorno

Il commento di Marco Tavazzi

È dietro ogni grande uomo c’è sempre una grande donna.. Una frase molto bella, che tuttavia ha sempre mostrano il problema di fondo. Ovvero che la donna, nella vita pubblica, sociale, lavorativa e politica, debba stare dietro.

Questa frase non è, dopo averci ragionato, bella come sembrava all’inizio. Diciamo allora che accanto ad un grande uomo c’è sempre una grande donna. E accanto ad una grande donna c’è sempre un grande uomo.

Avremo vinto la battaglia della disuguaglianza di genere solo quando, finalmente, non ne dovremo più parlare, perché sarà superata.

E superata, in molti casi, lo è già. Basta sfogliare le pagine del nostro giornale e leggere le firme per vedere come il lavoro di giornalista, una di quelle professioni che una volta erano, come tante altre, “riservate” soprattutto agli uomini, veda oggi un’alta presenza di donne. Nel nostro caso, ne La Provincia di Varese, sulle pagine di Cronaca Varese, Economia e Cultura, le donne sono la quasi totalità. Il nostro è un giornale fatto dalle donne. E ne siamo tutti orgogliosi.

Si corre sempre il rischio di essere banali e scadere della retorica durante ricorrenze come queste. Ovvero, l’8 marzo si diventa tutti femministi, e poi gli altri 364 giorni all’anno ce ne freghiamo altamente del valore delle donne e torniamo ai vecchi clichè maschilisti e patriarcali di una società che dovremmo aver superato, e invece fa sempre capolino nella mentalità comune.

Forse non è così. Forse il numero e soprattutto il valore delle valide giornaliste che scrivono per La Provincia di Varese dimostrano che non è così. Che la parità di genere, in alcuni casi, è già un dato di fatto. La cosa fondamentale è continuare ad essere vigili sulla nostra società. A combattere per quei valori in cui crediamo e che stanno alla base della civiltà che vogliamo costruire.