Noi tifiamo Rugby Varese perché lo sport è questo

Atmosfera familiare anche nelle partite che valgono il salto in B. Un pomeriggio al Levi fa riscoprire emozioni e giusta dimensione

Il Rugby Varese ci ha conquistato. Ma non perché adesso arrivano i risultati e tutti si innamorano. No, è sufficiente un pomeriggio all’Aldo Levi di Giubiano per capire che non puoi non amare questa squadra.
Il rugby stesso si fa voler bene, perché vive di lotta e lealtà, botte e saluti a fine gara. Cadi e ti rialzi, le prendi e le dai, non ti lamenti, nient’altro che l’essenza dello sport. A differenza di altre discipline più in vista, qui l’eroe è colui che si fa male e si rialza, con il fango sul viso e le ginocchia sbucciate.

Il Rugby Varese sta volando verso la serie B, e ciò rappresenterebbe un ennesimo successo per la città. Perché è una realtà che è sempre vissuta all’ombra dei colossi, calcio e basket, cibandosi di birra e passione, e poche chiacchiere.
Il Rugby Varese riempie le sue tribune con gente di ogni tipo. Grandi e piccini, donne di tutte le età e ragazzi. Ha conquistato proprio tutti, anche noi. Che d’ora in poi li seguiremo sempre,

perché per combattenti come loro lo spazio sulle nostre pagine ci sarà sempre. E sono stati emblematici i minuti finali della super sfida di domenica contro Mantova.
Il nostro Varese, dopo aver dominato per tutta la gara, è stato ricacciato indietro dalla pressione dei mantovani, fino a quel momento imbattuti. Nessuna paura. Tutti dietro, in mischia, testa bassa. E non si molla più un centimetro. Tacchetti piantati sulla linea di fondo, ed incitamento del pubblico che sale, che mette i brividi. Da veri lottatori, gente alla Bettinelli, che parla poco ma non molla mai.
Il Rugby Varese ha lo spirito giusto, ha il pubblico giusto, ha l’atmosfera giusta. Al Levi è una festa, birra e panino in mano. Poche storie e poche recriminazioni. Tanto tifo, quello sì. C’è chi suona una tromba e chi una fisarmonica, ma non c’è mai un attimo di silenzio. Neanche nel momento più difficile, perché così è lo sport. Si vince e si perde, ma sempre con il sorriso sulle labbra.

Alla fine contro Mantova è arrivata una vittoria, e tra il pubblico sono scattati i sorrisi e gli abbracci dopo una sofferenza da perdere il fiato. La dirigenza era seduta tra il pubblico, urlava e scherzava con i giocatori anche durante la partita. Ed in palio c’è la serie B, mica noccioline.
Il Rugby Varese ci ha conquistato perché abbraccia quel modo di fare sport che ci piace, che ci appassiona. Il rugby regala sempre una lezione di sportività con quel terzo tempo che sembra una consuetudine, un volemose bene, ma è la cosa più bella. Tu vinci? Ti stringo la mano. Sembrerà retorica, si chiamano emozioni: di questo si nutre lo sport. E questo è ciò che ci entusiasma a Varese.