Non è solo colpa della caserma I maleducati in città creano il caos

Non è solo colpa della caserma
I maleducati in città creano il caos

Viabilità forzatamente modificata unita alla maleducazione degli automobilisti varesini. Il risultato: nella migliore delle ipotesi si impiegano 18 minuti per percorrere una distanza di quattro chilometri e due cento metri.

E la migliori delle ipotesi è da collocarsi alle 16 di un sabato incluso nel ponte lungo del 2 giugno, quando in molti hanno deciso di lasciare Varese per altre mete. Nonostante il traffico infinitamente meno presente che in un normale giorno lavorativo (in un lunedì, diciamo tra le 8 e le 9, occorrono 45 minuti per coprire la stessa distanza) basta un piccolo incidente per mandare tutto in tilt.

Il tracciato in questione è quello che, in uscita dall’autostrada A8, porta l’automobilista su viale Europa, quindi in via Metastasio, per scendere in via degli alpini, imboccare via Sant’Imerio salvo ritrovarsi su largo Flaiano.

Se alle 16 di ieri ci sono voluti 18 minuti, alle 11 di ieri mattina la situazione è apparsa molto diversa. La causa? Un incidente in via Sant’Imerio. Due auto si sono scontrate (con un bilancio fortunatamente lieve sotto il profilo dei feriti) duecento metri dopo l’imbocco del multipiano del centro commerciale Le Corti.

Risultato? Paralisi. Dall’imbocco di via Metastasio sino all’accesso all’autosilo, distanza calcolata in un chilometro e una manciata di metri, sono occorsi ai malcapitati in coda 35 minuti.

In tutto 35 minuti per percorrere poco più di mille metri. Abbiamo compiuto il viaggio della passione, quello che ogni giorno centinaia di varesini sono costretti a subire. Scoprendo una cosa: a rendere ulteriormente caotica una viabilità mutilata dal rischio crollo dell’ex caserma Garibaldi, con conseguente chiusura di via Spinelli, contribuisce e molto la maleducazione dei varesini.

Nei 18 minuti su strada sono accadute diverse cose. Tutto bene, ma soltanto perché il traffico era scarso, sino alla rotatoria che regola l’incrocio tra viale Europa e via Giusti. La rotatoria mantiene la doppia corsia di marcia. Panico: tutti, inspiegabilmente, vogliono passare da destra.

Risultato: siccome la doppia corsia all’ingresso del rondò poi lascia spazio per una vettura sola, si crea l’imbuto. Procediamo sino all’accesso a via Metastasio. Il cinquantenne alla guida della Mini dietro di noi, sigaro in bocca e braccio sporto dal finestrino, suona e insulta nel momento in cui chi gli sta davanti frena per dare precedenza a un pedone sulle strisce.

Si giunge, a questo punto, all’agognato accesso a via Metastasio, resa dalla viabilità modificata a doppio senso di circolazione. La coda in salita dura otto dei 18 minuti impiegati per coprire il tragitto. In questi otto minuti due delle auto in colonna subito avanti decidono di essere stanchi di aspettare e compiono una vitatissima inversione a U causando rallentamenti.

L’arrivo in via degli Alpini rivela i soliti furbi che hanno posteggiato in doppia fila creando un effetto a imbuto che crea coda. Finalmente si imbocca via Sant’Imerio: stretta e tortuosa. E si capisce perché un semplice tamponamento mandi la viabilità nel caos: non c’è quasi lo spazio per permettere ai soccorsi di intervenire. In fine la discesa sino a largo Flaiano e l’agognato posteggio a Le Corti.

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