«Non siamo fascisti la risposta del Comune»

«La nostra città non è fascista».

Le istitituzioni del Comune, a partire dal consiglio comunale, rispondono in maniera polemica alla lettera aperta dei sindacati e di alcune associazioni, tra cui l’Anpi, autori del documento “Non dimentichiamo”, dove, auspicando il voto a favore della mozione contro i comportamenti anticostituzionali, i firmatari hanno elencato tra i fatti di cronaca di matrice “fascista” anche la votazione che ha bocciato la richiesta di togliere la cittadinanza onoraria a Benito Mussolini.

Un giudizio che il presidente del consiglio comunale Roberto Puricelli (Pdl) non accetta.

«Pur ribadendo la mia stima nei confronti dei firmatari del documento “Non dimentichiamo”, non si può porre sullo stesso piano e tanto meno accomunare episodi quali quelli verificatisi allo stadio Speroni di Busto Arsizio ed a Malnate con un voto democraticamente espresso e motivato da parte dei consiglieri comunali di Varese».

In sostanza, i sindacati e l’Anpi hanno accusato anche il consiglio di essere stato espressione di un “revival” di un sentimento filofascista.

«Già troppo – continua Puricelli – e forse anche strumentalmente si è discusso su questo accadimento: chi come il sottoscritto, non ha votato per la revoca della cittadinanza a Mussolini (peraltro non praticabile da un punto di vista legale) non può e non deve banalmente essere tracciato di simpatie fasciste; i comportamenti sin qui tenuti dal Consiglio Comunale non hanno mai dato adito a dubbi in merito a ciò; semmai sempre è emersa la volontà di condannare e dissociarsi da qualsivoglia comportamento anticostituzionale, da violenze e sopraffazioni, indipendentemente da quale connotazione politica o meglio pseudo politica provenissero».

Puricelli infine auspica che la mozione “antifascista” venga approvata: «Il prossimo 4 luglio il consiglio sarà chiamato a votare su una mozione che parla proprio di comportamenti anticostituzionali: personalmente auspico che, proprio per porre fine una volta per tutte a questi dibattiti a mezzo stampa, volti per lo più a dare visibilità a qualcuno ed una immagine falsa e distorta di Varese e dei suoi abitanti, si concluda con la condanna unanime di qualsivoglia comportamento contrario alla Costituzione ed al sentire di un popolo civile, da qualsiasi matrice provenga, non solo fascista o filonazista»

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