Non solo piazza: lo spaccio “trasloca”

Peruviano accoltellato in via San Michele: la vittima è stata ascoltata ieri dalla polizia di Stato. Intanto insorgono i residenti del comparto tra via San Michele, via Sant’Imerio e via Ravasio: «Lo spaccio? Non è solo in piazza Repubblica. Il degrado sta arrivando anche qui. E mancano le telecamere».

Ed è forse proprio per questo che il mercato della droga, da un paio d’anni, si sta spostando un pochino oltre la sorvegliatissima piazza Repubblica. La mancanza di telecamere, tra l’altro, rende complesse le indagini condotte dagli investigatori della squadra mobile e coordinate dal pubblico ministero .

Ieri la vittima quarantunenne non ha saputo dare elementi ficcanti per l’identificazione del suo aggressore: l’uomo, accoltellato all’addome, avrebbe fornito una blanda descrizione di chi ha sferrato il fendente.

Senza aggiungere nulla di più. Visti i precedenti della vittima si sospetta che il tentato omicidio sia maturato in un contesto collegato proprio allo spaccio. E si torna alla denuncia dei residenti.

Che il sindaco di Varese commenta così: «Se avessimo fondi illimitati e un numero di poliziotti, carabinieri e vigili di dieci volte superiore a quello attualmente disponibile forse, e dico forse, potremmo sorvegliare l’intera città».

Il primo cittadino fa un’analisi della situazione: «Per una volta guardiamo alle cause – dice Fontana – Oggi in Italia, e a Varese meno che in molte altre città, esiste una criminalità organizzata che sino a 20 anni fa non esisteva. Una criminalità organizzata che nel 90% dei casi vede in campo degli stranieri. Stranieri che continuiamo a fare entrare nel nostro Paese indiscriminatamente”. Fontana traccia l’assioma del Carroccio: «Persone che non hanno un lavoro e che ovviamente devono poter sopravvivere – dice il primo cittadino – Ora se non ho un lavoro e devo sopravvivere, gioco forza aderiranno ad attività para legali o illegali. Ora i cittadini continuano a dire che siamo razzisti, che dobbiamo accogliere tutti. Che dobbiamo essere solidali. Ma poi lamentano lo spaccio di droga, le aggressioni, l’aumento dei furti».

«Qui bisogna decidere da che parte stare: o si accoglie indiscriminatamente, accettando tutto ciò che ne consegue. Oppure si decide di porre un freno. E questo freno arginerà anche l’aumento di alcuni reati».

Fontana, sia chiaro, non dice: respingiamo tutti. «Accettiamo chi ha un lavoro e soprattutto mostra la volontà di volerselo tenere, questo lavoro – aggiunge il primo cittadino – Le nostre forze di polizia fanno un lavoro eccellente. Il meglio possibile con le forze che hanno a disposizione. Purtroppo la crescente crisi economica non ci mette a disposizione fondi per video sorvegliare l’intera città».

Fontana conclude: «Se vogliamo avere ragione di questo tipo di nuova criminalità organizzata – spiega il primo cittadino – dobbiamo agire sulle cause. Che sono quelle che ho sottolineato prima. Altrimenti io sono certo che quando le forze di polizia concentreranno l’attenzione su via San Michele o via Sant’Imerio, queste sacche di criminalità si sposteranno altrove».

E di fatto da quando piazza Repubblica è al centro di controlli sempre più serrati e frequenti, stando a quanto denunciano i residenti, il fenomeno del piccolo spaccio si sarebbe spostato altrove. Seppur rimanendo in zona.

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