Nordcorea; Pyongyang:”impossibile” rinunciare a bombe atomiche

Nordcorea; Pyongyang:”impossibile” rinunciare a bombe atomiche

Roma, 14 giu. (Ap-Apcom) – Il regime comunista di Pyongyang non
abbassa la testa di fronte all’inasprimento delle sanzioni da
parte del Consiglio di Sicurezza dell’Onu, e minaccia anzi di
proseguire il suo programma di arricchimento dell’uranio e di
utilizzare tutte le sue riserve di plutonio a fini militari.

“L’opzione di abbandonare le armi atomiche è diventata ormai
impossibile”, ha fatto sapere con un comunicato il ministero
degli Esteri nordcoreano. E’ la prima volta, scrive la Bbc, che
Pyongyang conferma ufficialmente l’esistenza di un programma di
arricchimento dell’uranio al fine di sviluppare armi nucleari.

Si acuisce la crisi nella penisola coreana. Dopo il test nucleare effettuato dai nordcoreani il 25 maggio scorso, e i successivi test missilistici che hanno messo in allarme i Paesi della regione – Giappone e Corea del Sud in testa – il Consiglio di Sicurezza dell’Onu ha approvato ieri all’unanimità la risoluzione 1874 che prevede più ispezioni dei carichi aerei, marittimi e terrestri diretti o provenienti

dalla Corea del Nord, anche in alto mare; l’estensione dell’embargo sulle armi, l’aggravamento delle sanzioni finanziarie nei confronti di Pyongyang; l’estensione della lista delle entità nordcoreane colpite dal blocco dei beni all’estero e l’inserimento di individui in quella lista. La risoluzione mira dunque a impedire le attività nucleari e balistiche del regime di Pyongyang e a colpire i ricavi ottenuti dalla vendita di armi e di tecnologia.

La risposta minacciosa alle nuove sanzioni è giunta oggi con un
comunicato diffuso dall’agenzia di Stato nordcoreana, la Kcna. Le
sanzioni sono “un ulteriore vile prodotto dell’offensiva
internazionale guidata dagli Stati Uniti per indebolire,
disarmare la Repubblica democratica della Corea e soffocare la
sua economia”, si legge nel testo. Pyongyang ha informato,
inoltre, che ogni blocco imposto alla Corea del Nord sarà
assimilato ad un atto di guerra.

Da quando il presidente Barack Obama è alla guida degli Stati
Uniti, Washington ha sempre sostenuto invece di non essere
interessata a un attacco del paese asiatico. Ieri l’ambasciatrice
americana al Palazzo di Vetro, Susan Rice, aveva comunque
previsto una risposta “irresponsabile” da parte di Pyongyang alla
nuova risoluzione, votata anche da Cina e Russia – Paesi alleati
della Corea del Nord -, con la quale il Consiglio di Sicurezza ha
assunto una posizione “senza precedenti”.

Intanto, come precauzione verso l’imprevedibile vicino, già la
settimana scorsa la Corea del Sud aveva inviato molte centinaia
di militari alla frontiera marittima con la Corea del Nord, già
teatro di scontri navali nel 1999 e nel 2002. Secondo l’agenzia
Yonhap, più di 600 militari della Marina sono stati dispiegati
nelle isole di Yeonpyeong e di Baekryeong per rafforzare la
presenza sul posto.

Plg/Coa/Chb

MAZ

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