Roma, 22 lug. (Apcom) – ‘Famiglia Cristiana’ in edicola questa settimana interviene sull’annunciato ritorno al nucleare. “Vorremmo segnalare la circostanza che nessuna delle obiezioni che hanno indotto gli italiani a rinunciare al nucleare è stata rimossa. Il premio Nobel Carlo Rubbia, che pure non è contrario al nucleare, ha avvertito che la generazione attuale di centrali, del tipo cioè che costruiremo in Italia, è la più costosa e la più pericolosa. Ma anche superando questa obiezione, è realistico pensare che un ritorno al nucleare oggi sarebbe di grande utilità per il Paese?” si chiede Guglielmo Nardocci sul settimanale dei paolini.
“Cosa è cambiato nel frattempo da indurre il Governo a lanciare un nuovo proclama nucleare? Nulla, esattamente nulla: costruire una centrale nucleare era e resta costosissimo, oltre al fatto che la costruzione di una centrale richiederebbe molti più anni di quanto non si dica. Il Governo fa una stima di dodici-tredici anni fra autorizzazioni, permessi vari e tempo di realizzazione. Ma previsioni più attendibili parlano di almeno vent`anni”. Come mai “mentre da un lato si sprecano elogi per Barack Obama che punta tutto sulle opportunità dell`energia pulita e l`ambiente, noi torniamo indietro?”.
Red/Ska
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