VARESE Con il nuovo decreto sul federalismo regionale, un’altra “mazzata” sta per piombare sulla testa degli automobilisti. L’imposta provinciale di trascrizione (Ipt), quella che si è costretti a pagare alla propria provincia ogni volta che si acquista un’auto nuova, invece che essere abolita sarà equiparata a quella che si paga quando si acquista una macchina usata. Ovvero: fino a 53 kW di potenza nulla cambierà e l’imposta resterà compresa, a seconda delle province, tra
151 e 196 euro; da 54 kW in su, l’imposta sarà proporzionale alla potenza e sarà compresa, sempre a seconda delle province, tra 3,5119 € e 4,5655 €/kW. Tanto per essere chiari con questo meccanismo in base all’auto che si acquista potremmo ritrovarci con un aumento scandaloso del 70-80%. Una mazzata, che secondo le prime approssimative stime dovrebbe far incassare alle amministrazioni provinciali, tra i 200 e i 300 milioni di euro in più all’anno.
E stiamo parlando di “trascrizione”, cioè dell’atto con cui si registra il passaggio di proprietà di un veicolo, atto per il quale, tra l’altro, ci sono già altre spese varie pari a una settantina di euro. La nuova norma è contenuta nella bozza di decreto legislativo “in materia di autonomia di entrata delle Regioni a statuto ordinario e delle province”, approvato dal governo il 31 marzo scorso e attualmente all’esame della Presidenza della Repubblica e quindi suscettibile di ulteriori modifiche. Anche perché il decreto che introduce questa nuova, disposizione, ne rinvia la disciplina a un successivo decreto del ministero dell’Economia da adottarsi entro i successivi trenta giorni.
f.iagrossi
© riproduzione riservata













