Nuove imprese, strada in salita Ma Nesi sa anche incoraggiare

VARESE Nuove imprese, missione impossibile? No, solo che l’autostrada è diventata stradina stretta e intasata. Ma partendo da questa metafora di Edoardo Nesi – l’ex imprenditore pratese e ora scrittore, vincitore del premio Strega con “Storie della mia gente” – e dall’analisi infuocata del sociologo Aldo Bonomi ieri la Camera di commercio ha voluto parlare di nuove aziende. Che ci sono, che crescono, che non sempre sono società individuali e rigorosamente terziarie (difatti il coordinatore di SbaLombardiaLab Luciano Consolati si è ribellato a una simile immagine), ma che obiettivamente si trovano subito in un universo tutt’altro che conciliante.

Già parlare di nuove imprese sembra atto coraggioso. E il presidente dell’ente camerale Bruno Amoroso non si tira indietro: due settimane fa aveva lanciato Varese 2020, per spingere lo sguardo verso il futuro.

Metamorfosi, è ciò che invoca il sociologo: «Avremmo dovuto reagire tempo fa… saremo costretti a farlo durante la crisi». Ed è solo così che se ne uscirà secondo Bonomi.  Già, ma tra dieci anni che troveremo, si chiede il giornalista Luca Orlando. Quale sarà il lavoro del domani? «Nessuno lo sa – risponde Nesi – La rapidità

del cambiamento è ancora maggiore del cambiamento stesso. Tempo fa ho letto la storia dei tre ragazzi che avevano trovato un algoritmo per un’applicazione, ma visti i loro 21 anni nessuno li finanziava, mentre negli Usa li hanno sostenuti. Di questa storia però mi ha colpito una cosa: che io non ho capito ciò che facevano».

E Nesi ha confessato fin dall’inizio l’ammirazione per Ville Ponti: le ammiro, parlano delle famiglie imprenditoriali e delle loro conquiste.

m.lualdi

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