GALLARATE Prima l’influenza e la gastroenterite, ora il gelo e le cadute. Non c’è un attimo di tregua per il pronto soccorso di Gallarate costretto, in questi ultimi giorni, a fare i conti coi tradizionali “malanni” di stagione oltre che, è il caso di dire, con una certa ignoranza da parte degli utenti circa le corrette modalità di accesso al sistema sanitario.
Nei primi giorni dell’anno l’unità di emergenza e urgenza del Sant’Antonio Abate ha registrato un incremento del 20 per cento degli accessi giornalieri. «Il fenomeno», spiega il direttore sanitario del presidio Fabio Banfi, «era imputabile principalmente all’arrivo di pazienti provenienti da fuori territorio e alla difficoltà a reperire i medici di famiglia assenti per le festività natalizie».
Un po’ alla volta, quella situazione, è tornata alla normalità salvo riesplodere di nuovo in questi giorni, quando, a seguito delle nevicate e del gelo, la sala d’attesa del pronto soccorso è tornata a riempirsi.
Nelle giornate “calde” di giovedì e venerdì, basti questo per rendersi conto, il numero di pazienti che si sono rivolti all’infermiere del triage è stato superiore a 200. «Il ritorno dei medici di famiglia», spiega il Banfi, «è stato compensato dall’aumento di patologie traumatiche dovute a cadute sulla neve o sul ghiaccio».
Questi dati evidenziano anche un cattivo utilizzo delle strutture sanitarie da parte dei cittadini poco o male informati. Ci si rivolge al pronto soccorso, infatti, perché lo si ritiene più comodo (ma poi si rischia di attendere ore prima di entrare) o perché si pensa che la visita sia gratis (invece per i codici bianchi si paga il ticket).
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