VARESE La maggioranza si spacca al Pirellone, e la Cava Italinerti compie un altro passo verso lo stralcio definitivo. Questo pomeriggio, infatti, la commissione Ambiente del consiglio regionale ha votato il sì allo stralcio dal piano cave regionale. L’ultima parola spetta al Consiglio, che non ha ancora calendarizzato la questione, ma prima la Commissione ha posto una condizione: che l’organismo legale competente della Regione dia il proprio parere sulle conseguenze di un eventuale stralcio definitivo.Il provvedimento è stato votato all’unanimità dai presenti, i consiglieri di Lega, Pd e Idv. I consiglieri del Pdl sono rimasti assenti, come hanno denunciato al termine della seduta le opposizioni. La decisione della commissione Ambiente ha recepito quindi le richieste avanzate sia dai comitati di associazioni e di cittadini che da anni si oppongono alla riapertura della cava sulla collina Tre Scali a Cantello, sia del consiglio provinciale.A questo punto, il
consigliere Pd Alessandro Alfieri chiede che «si esprima al più presto il Consiglio regionale, affinché sia rispettata la volontà del territorio». Anche Giangiacomo Longoni, Lega, definisce quella di oggi «un’ottima giornata per la politica con la P maiuscola, quella condotta al servizio al cittadino». Perché, dicono ancora i due consiglieri, la cava ex Coppa sorge in un territorio di pregio non solo naturalistico, ma anche per la salute pubblica, perché sovrasta i pozzi da cui Aspem capta l’acqua potabile di Varese (il 28% che diventa il 50% nei momenti di difficoltà degli altri pozzi) e degli altri Comuni confinanti. Decisivo, però, sarà il parere legale richiesto dalla Commissione: perché nel caso in cui lo stralcio dovesse essere approvato dal Consiglio Regionale, la famiglia Nidoli, proprietaria dell’area, potrebbe chiedere un risarcimento danni alla Regione. E l’eventualità delle legittimità delle richieste avanzate dai Nidoli potrebbe pesare sulla decisione definitiva.
s.bartolini
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