Milano, 26 mar. (Apcom) – Il Consiglio dell’Ordine dei giornalisti della Lombardia che, nella seduta del 25 marzo 2010, ha sanzionato Vittorio Feltri con la sospensione di 6 mesi, spiega in un comunicato che “sono andati a sentenza tre procedimenti disciplinari: il primo relativo al caso Dino Boffo, ex direttore del quotidiano Avvenire, il secondo in merito alla collaborazione continuativa di Renato Farina ai quotidiani Il Giornale e Libero durante la direzione dello stesso Feltri, il terzo in relazione a un articolo su Gianfranco Fini del 14 settembre 2009 sul Giornale, per quale però al direttore è stato riconosciuto l’esercizio del “diritto di cronaca e di critica”.
Relativamente al caso Boffo, il Consiglio dell’Ordine lombardo spiega di aver comminato la sospensione “per la pubblicazione di una serie di articoli in cui ha attribuito falsamente al Tribunale di Terni informazioni non vere relative al collega Dino Boffo violando gli articoli 2 e 48 della Legge istitutiva dell’Ordine, la n. 69 del 1963 e la Carta dei doveri del giornalista che prevede la pubblicazione di notizie vere e verificate, il dovere dell’attendibilità della fonte e la rettifica tempestiva in caso di notizie pubblicate inesatte. Il comportamento di Feltri ha violato non solo la dignità e l’onore del collega Boffo ma ha anche compromesso il rapporto di fiducia tra stampa e lettori”.
Per il “caso Farina”, l’Odg spiega di “aver comminato la sospensione di 2 mesi a Vittorio Feltri, per aver consentito, nella sua qualità di direttore responsabile prima di Libero e poi de Il Giornale, la pubblicazione di circa 270 articoli a Renato Farina, ex giornalista radiato dall’Ordine, consentendo a Farina di eludere gli effetti del procedimento inflittogli dallo stesso Ordine professionale, Feltri ha egli stesso sostanzialmente vanificato e delegittimato apertamente la funzione disciplinare dell’Ordine, violando così gli articoli 2 e 48 della Legge numero 69 del 1963”.
Infine il Consiglio comunica di aver “assolto Vittorio Feltri, ritenendo che, nel caso specifico, abbia agito nell’ambito del diritto di cronaca e di critica” in merito al caso su Fini.
Red-Alp
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